Attendo. Domani. Con ansia.
Da domani Parigi non sarà più la stessa.
Domani il mondo cambierà di nuovo.
Da domani avrò nuovi occhi e ricordi da sventrare.

Ecorché mon visage, écorchés mes genoux
écorché mon p’tit coeur tout mou
balayée la terrasse, envolé le bout d’chou
envolées les miettes de nous..

Per il caffè sotto al piumone e i film a letto. Per le foto in una giornata di sole camminando lungo il canale fino a Camden e oltre. I graffiti ricoperti. Gli avvoltoi e le cicogne. La tazza di caffè nero. E speriamo che da Starbucks nessuno capisse l’italiano. Ma evidentemente no, visto che non ci hanno cacciati. Totoro e il gatto Jiji. La British Library la domenica mattina e le foto con la pinhole.
E ricordarsi che ogni cosa prima o poi finisce. E’ per questo che gli si da tanto valore.

Si tu as peur de te faire mal, tu augmentes les chances, justement, de te faire mal. Regarde les funambules, tu crois qu’ils pensent au fait qu’ils vont peut-être tomber lorsqu’ils marchent sur la corde raide ? Non, ils acceptent ce risque, et goûtent le plaisir que braver le danger leur procure. Si tu passes ta vie à faire attention de ne rien te casser, tu vas terriblement t’ennuyer, tu sais. .. Je ne connais rien de plus amusant que l’imprudence !
M.Malzieu

Domenica di luci e di consapevolezza. L’impatto con l’asfalto in un volo da cartone animato, ginocchia grattuggiate e penso baby don’t hurt me. Di una passeggiata notturna per rimettere a posto i pezzi del puzzle. Perché il destino è una puttana e Parigi è una puttana e quando escono a braccetto insieme la notte fa meno paura. Dammi la mano. I tuoi capelli che sono nastro isolante. Contiamo i giorni che mancano. Mando baci via sms.
Vorrei.
Essere.
Lì.

Il bello è ciò che cogliamo mentre sta passando. È l’effimera configurazione delle cose nel momento in cui ne vedi insieme la bellezza e la morte. Ahi ahi ahi, ho pensato, questo significa che è così che dobbiamo vivere? Sempre in equilibrio tra la bellezza e la morte, tra il movimento e la scomparsa?
Forse essere vivi è proprio questo: andare alla ricerca degli istanti che muoiono.

Riempio le mie serate. Rum allo zenzero e foto di angoli giapponesi. Film a metà. Allora prendi davvero quel volo? Il cinema a les halles. La consuetudine del vino rosso al bar davanti saint eustache. I topi che nuotano. Una casa per un trentesimo compleanno e amici di amici e chitarra e bonghi e una campana tibetana. E sono stanca. Ma non in senso fisico. Ricomincio a vivere di corsa. E mi piace.

I remember every single thing you said to me
You said new love grows on trees
New love grows on trees

Coincidenze. Quaranta minuti in un negozio di piercing per cambiare il bijou al trago e il poster di ganesha al muro e la pazienza del proprietario mi convincono che mi segnero’ qui la pelle per i miei trent’anni. E anche che è ora di decidere di riforare l’ombelico, il centro del mio mondo deve tornare ad essere equilibrato.
Una serata letteraria trovata per caso, formaggi e vino rosso e brividi e pelle d’oca e il signore spagnolo scrittore che non parla francese ma che vuole far parte del tutto.
Pete ha ricominciato a urlarmi forte nelle orecchie come in quel gennaio di due anni fa. Parallelismi. E da casa di Paola parte Vinicio. Suona Vinicio mentre lottiamo al gioco dei lividi. I tuoi ricordi sono vecchi ormai.
Nel dramma del “nonsocosafare”. Perchè vorrei aver la forza. L’unica cosa che ci resta del film è che il mondo cambia nel momento in cui dobbiamo fare una scelta. E che tra gli scenari possibili, l’unica scelta vincente è non scegliere. Allora non scelgo. Mi siedo qui e aspetto che la bomba esploda. E intanto Vinicio canta scivola. scivola vai via.
non te ne andare…

Tu n’es pas encore pour moi qu’un petit garçon tout semblable à cent mille petits garçons. Et je n’ai pas besoin de toi. Et tu n’as pas besoin de moi non plus. Je ne suis pour toi qu’un renard semblable à cent mille renards. Mais, si tu m’apprivoises, nous aurons besoin l’un de l’autre. Tu seras pour moi unique au monde. Je serai pour toi unique au monde..
Que faut-il faire? Dit le petit prince. Il faut être très patient, répondit le renard.
Tu t’assoiras d’abord un peu loin de moi, comme ça, dans l’herbe. Je te regarderai du coin de l’œil et tu ne diras rien. Le langage est source de malentendus.
Mais, chaque jour, tu pourras t’asseoir un peu plus près…

Le lendemain revint le petit prince.
Il eût mieux valu revenir à la même heure, dit le renard. Si tu viens, pas exemple, à quatre heures de l’après-midi, dés trois heures je commencerai d’être heureux. Plus l’heure avancera, plus je me sentirai heureux. A quatre heures, déjà, je m’agiterai et m’inquiéterai; je découvrirai le prix du bonheur!
Mais si tu viens n’importe quand, je ne saurai jamais à quelle heure m’habiller le coeur…
Il faut des rites.

Ho ricaricato la molla che fa girare i meccanismi del gioco e tutto ha ricominciato a muoversi. Camminando equilibrista sul filo sapendo che sotto c’è il vuoto e che posso cadere da un momento all’altro e stavolta non ci saranno paracaduti di emergenza. Ho spostato tutti i mobili per togliere la polvere. Ho cancellato gli aloni dallo specchio. Compro biglietti aerei. Attendo. Abbiamo ancora un libro incompiuto che parla di noi.
Ci hanno cambiato lo sai…

“J’ignore ce qu’est la réussite d’une histoire d’amour, mais je sais ceci: il n’y a pas d’échec amoureux. C’est une contradiction dans les termes. Éprouver l’amour est déjà un tel triomphe que l’on pourrait se demander pourquoi l’on veut davantage.”
A. N.

Il nuovo anno inizia col sapore di patate allo zenzero e di prugne alla pancetta, con le scene tagliate dei goonies e un temporale fuori dalla finestra, con una partita a super mario sulla vecchia nintendo e lauree colorate. Con un viaggio in macchina e musica a tutto volume.
Nell’ultima sera della mia pigrizia cullata nel caldo della mia camera ci siamo ritrovate a vivere la stessa situazione ad un mese di distanza. in macchina senza pensarci due volte. guccini al massimo e un’autostrada per bologna e una tempesta di neve. Eccola là. Proprio quella neve simbolica che in pochi secondi ha sbiancato la strada costringendomi a una media non superiore agli ottantachilometri all’ora per visibilità nulla e fiocchi grandi come le fragole gelate che abbiamo ritrovato nel cocktail analcolico.
Tra poche ore sarò di nuovo a Parigi sapendo già la sensazione che proverò alla bocca dello stomaco non appena scenderò dalla scaletta dell’aereo. Quella sensazione di vita parallela, del non essere mai partito amplificata rispetto a quella che sentivo a Bologna. Casa è stata una fantastica culla di dieci giorni, di amici e di coccole, di riscoperte e di partenze, di vasche calde e di un mare freddo fotografato fino a perdere sensibilità alle dita. Tra poche ore sarò di nuovo per quelle strade e mi sembrerà di aver vissuto un sogno lungo poche ore.
Non voglio partire. E non vedo l’ora di tornare a casa. And I’m feelin’ good.

Non fu facile volersi bene, restare assieme
o pensare d’avere un domani e stare lontani;
tutti e due a immaginarsi: “Con chi sarà?” In ogni cosa un pensiero costante,
un ricordo lucente e durissimo come il diamante
e a ogni passo lasciare portarci via da un’emozione non piena, non colta:
rivedersi era come rinascere ancora una volta.
- Farewell – Guccini

Gennaio:
Impacchetto anni di vita in scatoloni. Preparo il cambiamento. Inizia un nuovo anno tra viaggi ad ancona e prime paranoie.
Musa – Marlene Kuntz

Febbraio:
E tutto gira velocemente, scende profetica la neve, un viaggio che ha del grottesco, un albergo dopo il ponte e un cinema deserto. E si parte. E Parigi è un turbinio di emozioni. I know I how feel when I’m around you..
Roulette – System of a down

Marzo:
Una nuova vita, nuovi ritmi. Un weekend sui monti, una discoteca, dormiamo poco e impariamo a conoscerci. Un gabbiano di carta diventa nostro figlio.
L’homme pressé – Noir désir

Aprile:
In ufficio ci sorridiamo e la dichiariamo la nostra canzone. Mi fa star bene, le giornate si allungano, progetto viaggi. It’s our time to shine.
Chanson Du Soleil – DJ Meme Feat. Gavin Bradley

Maggio:
Iniziano i viaggi. Un triste addio. Una nuova Londra. Simboli.
Eyes lose their fire – Kyte

Giugno:
La notte Almodovar. La Spagna. Valencia. Piedi nudi sulla sabbia, sangria e tapas. Tre giorni di solidays, concerti e il gay pride tra le strade di Parigi.
Por quererte – Efecto mariposa

Luglio:
Un patto che in qualche modo si rompe. A Versailes mi annoio e gioco sul filo. I vaccini mi avvicinano al Viaggio. Un matin, un lutin m’a dit tout est possible que tous les rêves du monde te seront accessibles. Una fuga non organizzata ad Avignone. Evviva il sud.
Passe à ton Voisin – Ridan

Agosto:
Scena cinematografica in mezzo all’incrocio di rambuteau. L’ansia da chissà. IL viaggio. Conseguenze. L’India mi apre gli occhi e il mondo non sarà più lo stesso.
Thank U – Alanis Morissette

Settembre:
But I’m a creep, I’m a weirdo. Nel frattempo aggiungo un anno alle spalle. Cucino pollo alle spezie. So che mi faro’ del male ma mi lascio andare. I don’t care if it hurts.
I want you to notice when I’m not around You’re so fuckin’ special
I wish I was special
Creep – Radiohead

Ottobre:
Perdo il telefono. Uno dei tanti simboli della mia vita. Parigi mi sfotte e mi sembra di essere ritornata ai miei quindici anni.
A teenager in love – The pains of being pure at heart

Novembre:
Un volo e un treno e Bologna e un treno e Ravenna e una macchina e Rimini. Sorrido. Si preannunciano le rivoluzioni.
L’età migliore – Moltheni

Dicembre:
Tolgo il piercing all’ombelico e mi scompare il mondo da sotto ai piedi. Valutazioni. Parigi di luci colorate e natale alle porte. Mi armo di tutta la forza che ho. Il tempo ha cambiato marcia e scorre al rallentatore. Il tempo non passa più. Cerco i pezzi di puzzle che ho perso lungo la strada. E la neve resta un elemento più che simbolico nella mia vita.
For a lover – Le man avec les lunettes

Bonus track:

non sono riuscito a cambiarti.. non mi hai cambiato lo sai..

E dietro ai microfoni porteranno uno specchio per farti più bella e pensarmi già vecchio. Tu regalagli un trucco che con me non portavi e loro si stupiranno che tu non mi bastavi, digli pure che il potere io l’ho scagliato dalle mani  dove l’amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni per ritornare dopo l’amore  alle carenze dell’amore era facile ormai

non sei riuscita a cambiarmi.. non ti ho cambiata lo sai..

Verranno a chiederti del nostro amore – Fabrizio De André

“Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci,non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso,e basta. Si è anche felici, di cose del genere. Felici. E potrebbero non finire mai. Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa, nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac, senza nessuna ragione, si rompe d’improvviso e tu rimani lì, senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l’hai più addosso,ma davanti, come fosse la follia di un altro, e quell’altro sei tu. Tac. Alle volte basta un niente. Anche solo una domanda che affiora. Basta quello.”

Si torna a casa.

Yaya’s Chaotic Soul

Piccola fata dai capelli tinti di rosso. Yaya e Sere, due lati diversi della stessa medaglia, due bimbe dai tratti simili e diverse personalità. Vivo a Parigi, tra baguette e pains au chocolat. In perenne movimento perchè ferma non so stare.Drogata di Pucca. Occhi scuri, un piercing al labbro e un tatuaggio alla caviglia. Voglia di libertà. Candele profumate e incensi, thè e tisane, tanto trucco negli occhi e bolle di sapone.

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