Settembre 2003

Domenica 28 Settembre Ore 11.00 Umore:normale
Listening to:toxicity

Sola, attendo.
Con l’anima errante vago dispersa vago nell’attesa.
Oggi mi sento sola.
Passi leggeri calpestando il linoleum verde del corridoio vagano.
Leggo illuminata parole di altri entrarmi nella mente e sconvolgerla.
La mia camera odora di incenso all’oppio candela alla vaniglia detergente al pompelmo rosa.
Oggi vorrei sentirmi meno sola.

Edit: ho trovato un computer, non ho ancora una stabile connessione ma tra pochio giorni sarò effettivamente, definitivamente, conmpletamente ritornata attiva sulla rete.
Parigi è meravigliosa.
Parigi è magica.
Mi mancate tanto…

Domenica 21 Settembre Ore 17.40 Umore:in estasi

Cronaca dei giorni passati:
Venerdi’ 19
Reduce da un treno scomodo, poco sonno e la cuccetta impregnata dell’acre odore di sudore e alcol del signor *nazionalitàimprecisata* che dormiva sotto di me.
Risveglio precoce alle prime luci di una brumosa alba francese.
Chi aveva detto che i francesi sono bastardi?
Evidentemente ho avuto tanto culo.
Il signore dai capelli brizzolati si è preoccupato di portare giù le mie due valigie *millemila chili l’una* per la scala (im)mobile.
La ragazza dai capelli biondi e occhi bellissimi si è preoccupata di spiegarmi in che punto della stazione andare per prendere la metro giusta, salvo poi corrermi dietro per controllare che salissi sulla metro giusta e per fare due chiacchiere.
I genitori della ragazza tedesca mi hanno portato in macchina fino all’alloggio nonostante la macchina stracaricq degli accessori della figlia -ancora mi chiedo come hanno fatto a starci le mie valigie-
Adam, quinto piano, conosciuto mentre tentavo di uscire dall’alloggio, mi accompagna al Carrefour e mi dice che in Italia la gente è pi_ù calda, che a Parigi sono stronzi. Lo guardo sorpresa e dico
“io ho avuto culo”
Scrivo aueste righe dal block notes a stelline di hello kitty in attesa di una connessione, ascolto Bjork dal lettore CD, divoro i libri della Santacroce accompagnati da voraci morsi alla baguette.
Finito di scrivere andro’ da Adam a chiedergli se sa cambiare il neon che mi hanno appena consegnato. (mi spiace signorina la luce della sua camera andava benissimo stamattina)

Poco dopo:
Adam non c’è. Il suo piano è giallo, il mio lilla.
Ho montato il neon da sola. La ragazza tedesca mi ha invitato da lei a mangiare spaghetti. Ho guardato il mio pane e prosiutto e ho accettato (anche se un po’ temo)

Sabato 20
Stamattina i millemila chili delle valigie si sentivano tutti sulle spalle.
Mi sveglio troppo tardi per andare all’università e convinco me stessa che tanto di sabato è tutto chiuso. Al Carrefour senbra di stare in centro a Bologna: stessi negozi, stessi prezzi.. ci sono perfino Jennifer e Sephora. L’unica cosa che tradisce è il “bonjour” affettato della cassiera.
Torno a casa con pentolame, pasta, verdure e mille litri di thè alla pesca.
Mi rendo conto che devo ancora finire di riordinare i vestiti, per fortuna il riduttore per la presa funziona e la mia stanza viene invasa dalle note di Ayumi Hamasaki.
Metto l’acqua a scaldare e scopro un’importante realtà: non è che i francesi non sanno cucinare, è che con le piastre l’acqua non bollirà nai.. tu puoi attendere ore, restare in speranzosa attesa ma non c’è nulla da fare: auell’acqua non bollirà mai:
Adan è passato nel pomeriggio. Giro per Torcy+acquisto buste e francobolli+rispettive prese per il culo per il modo in cui parliamo.
Anne non è ancora tornata da Parigi.. cena solitaria questa sera..

Domenica 21
Sono in un internet point trovato per caso mentre osservavo inebriata una strada di soli ristoranti giapponesi in pieno quartiere latino.
Sto iniziando a pensare in francese, devo ringraziare la prof del liceo.. e la cosa più assurda è che l’unico posto in cui ho fatto fatica a farmi capire è stato nella culla-della-globalizzazione_Mc-donald per qvere un thè alla pesca (thè che ho preso poi in un ristorantino greco)
Sono nel parco.. uno strano gazebo con una banda assurda all’interno (difficile da spiegare) intona musica di tanburi e trombe.. sono in piena atmosfera dysneiana, un misto di “aristogatti” e “mary poppins”.. provo qualcosa di non esprimibile a parole.. copiose lacrime di gioia inondano il mio viso..

Giovedì 18 Settembre Ore 13.45 Umore:felice terrorizzata ed emozionata
Listening to:evangelion soundtrack

Ho salutato casa dei miei genitori alle 6.30 di lunedì mattina.
Bacio appena sfiorato alle loro guance, ultime carezze a Rei e Lilith (..quanto crescerà in questi mesi..)
Ho festeggiato il mio ultimo lunedì sera con le persone che amo.
Ho riso.
Ho abbracciato.
Ho baciato.
Ho pianto.
Regali meravigliosi non tanto per ciò che sono quanto per ciò che rappresentano.
Ho sempre amato i regali fatti col cuore.
Ho provato in meno di di ventiquattro ore sentimenti contrastanti per una persona. Tanto affetto e tanta rabbia.
lo sai che non sarà mai più vero? probabilmente tu lo sapevi già. io no..
Avrei voluto dirti ADDIO.

L’ultimo esame è andato, un bellissimo risultato e un pensiero in meno da portare dietro. Ora sono alle prese con maglioni e lenzuoli.
Domani, a quest’ora, respirerò l’aria di una nuova vita. Mi inebrierò di parole francesi e di aria frizzante. Mancano veramente poche ore al mio treno.. ho paura.
Mi mancheranno le pause all’università, la mattina, per correre in laboratorio a leggere la posta, i commenti nel blog e i nuovi messaggi sul forum. Mi mancheranno le mie due bimbe. Mi mancheranno anche le lezioni in italiano e (forse) anche qualche professore. Mi mancheranno le persone meravigliose che tanto hanno saputo donarmi fino ad oggi, i miei amici più cari, le persone che amo.
Torno presto, mi raccomando, non dimenticatevi di me.

“Prima di partire per un lungo viaggio porta con te la voglia di non tornare più”
Irene GrandiMercoledì 10 Settembre Ore 23.00 Umore:contenta (esco con le mie donne!)
Listening to:Dream theater “scenes from a memory”

Tempo incerto, quasi quanto il mio umore, altalena impazzita.
Preparativi per la mia festa.. e come ogni anno mi perdo in riflessioni sulla mia vita. E’ un settembre intriso di fango, voglia di fuggire e paura di ciò che mi aspetterà..
Il cielo si chiude lentamente come una grande alcova. Citazioni di un folle.
I rapporti creati, gli amori, quelli ricambiati, e quelli no, le amicizie, quelle vere e forti. La voce di una bambina da un mondo sconosciuto, in una cucina che appartiene solo a me e a lei.
Cosa cambierà?

“Ci sono pareti bianche e angeli dalle piccole ali in volo attorno a noi abbracciate nello stesso letto con poca luce e il suo respiro sopra che ascolto stringendola in una delle tanti notti-luminal con Davi-dolce accanto che ora avvicina le sue labbra alle mie sussurrandomi saremo amiche per l’eternità”
Isabella Santacroce – LuminalSabato 6 Settembre Ore 23.00 Umore:confusa
Listening to:-silent-

Una borsa grigia a tracolla in grado di contenere tante emozioni.
Un paio di pantaloni a zampa d’elefante per essere sempre al centro dell’attenzione.
Un completino intimo di pizzo rosa.
I libri più belli della mia vita.
Un attimo di felicità inaspettata.
Una voce dall’altra parte del mondo.
Un’anima affine che si apre timidamente.
E parole di una ragazza dalla terra che mi ospiterà.
Un sorriso, grande come una nazione, luminoso some il sole d’Agosto, forte come SO di poter essere.
Ripiego e metto tutto in valigia.. voglio che esploda tutta me stessa, quando la riaprirò…

“Benchè il mio obiettivo sia comprendere l’amore, e benchè io soffra a causa delle persone a cui ho concesso il mio cuore, vedo che coloro che hanno toccato la mia anima non sono riusciti a risvegliare il mio corpo, e coloro che hanno accarezzato il mio corpo non sono stati in grado di raggiungere la mia anima”
Paulo Cohelo – “undici minuti”Giovedì 4 Settembre Ore 17.00 Umore:semi-felice
Listening to:Gioia che gioca nel piccì di fianco

Ancora una volta.
E non sarà più..
Sì lo so, lo sapevo già, la mia mente già aveva realizzato.. ma ho dovuto sentire quelle parole per esserne veramente sicura.
Partirò più tranquilla, forse più triste, forse speravo succedesse, forse lo temevo anche, forse nella mia testa già sapevo esattamente che sarebbe andata così..
Forse..
La partenza si fa sempre più vicina.. la piccola yaya è un pò spaventata.
Ho già in mano il biglietto del treno.. c’è scritto sopra “18 settembre”.
..e sono già molti giorni che sento regolarmente una persona..
..e sì.. è strano..
..ma, come dici tu, è anche bello…

“Non può essere mai come ieri/ mai più la stessa storia/ Non può essere mai come ieri/ mai quella stessa gloria/ Su vieni e riabbracciami/ se ti ho perso è stato solo per un attimo”
Mario Venuti – Carmen Consoli

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Un pensiero su “Settembre 2003

  1. arrivo qui quasi per sbaglio, ricercando su wordpress quali altre persone usino il tag bjork o la citino. (usino, citino…. non sono tanto sicuro di questa coniugazione, mah)
    e mi trovo sto post, con una descrizione che mi colpisce, una situazione che non capisco, dei parigini, hello kitty e bjork. mi incuriosisco, leggo la descrizione a fianco e capisco ancora meno.
    e poi, le tue foto su flickr sembrano fighissime.
    tipa, ci stai dentro u_u penso proprio ri-passerò per tentare di capire qualcosa di più, intanto commento U_U
    ciaaaa

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