Maggio 2004

Domenica 30 Maggio Ore:00.45 umore:stanca
Listening to: Leonard Cohen

Sono riuscita a toccare al quinto anno di università il mio minimo storico.
Un diecisutrenta.
E questo perchè alla domanda aperta del prof non ho nominato le cinque paroline magiche grazie alle quali si prendevano punti.
No, i sinonimi non andavano bene.
Infette emozioni non tali e non esprimibili, non pronunciabili a voce alta per chi non sa e perdermi in telefonate notturne fatte di ricordi e di cose presenti e sfiorare mani a cui voglio bene e i giochi scemi a prendersi in giro e non so più chi sono o chi vorrei essere.
I weekend passano sempre troppo in fretta.
Cena in quel di Milano Marittima al ristorante “L’aragosta” ceni vicino alla vasca e dentro astici e aragoste ti guardano con occhi supplichevoli da “ti prego non me, non scegliere me”.
Noi abbiamo preso la pizza.
Ma l’aragosta continuava a camminare avanti e indietro e a guardarci e a sgranare gli occhi terrorizzata ad ogni mossa troppo vicina all’acqua del cameriere. E se non fosse stato per gli 11 euro all’etto l’avrei portata a casa, non non stia a scottarmela, la porto a casa viva, gli preparo un bell’acquario, mi ci sono affezionata.
E sulla via del ritorno, Adriatica mezza deserta, autoradio altissima, una stella ha deciso di staccarsi dal cielo e con la sua scia illuminare di verde la notte..

“io sono Demon. Nella doccia. Demon che sogna entra nelle favole tra folletti piccoli e fate rosa e principesse con i loro re. Demon sul cavallo alato così in alto osserva volando piano atterra e si sveglia”

Martedì 17 Maggio Ore:18.50 umore:felice
Listening to: Blastema

Scappo dalla lezione del venerdì pomeriggio con le cuffie al massimo volume e i system of a down che mi urlano nelle orecchie.
Treno stracolmo di gente. Sprofondo nel sedile tra un arabo, un giapponese e una ragazza che ha sbagliato treno.
A Modena Debby è già in stazione.
Auguri in ritardo piccola.
Bacio.
Bacio.
E via in macchina che siamo già in ritardo e ci vestiamo eleganti, scarpe alte e Debby sempre rosa, sempre fragola.
Mangiamo cibo messicano, tacos di pollo e fagioli piccanti, litri e litri di sangria.
Risate e prese per il culo e una foto di un bacio.
Sale limone tequila. Torta alla frutta. Happy birthday to you.
Rum e pera e andiamo in pista a ballare.
Ritorno a casa di sabato mattina. Ritorno a casa perchè la mia bimba parte domani.. e torna tra sei mesi.
Iniziamo a casa mia, vieni a prendere il caffè. E il liquore al prugnolo di mia nonna. Dolce zucchero alcolico che scende in gola.
Continuiamo con aperitivo e siamo quattro donne, prosecco e salatini.
Ceniamo io e Fra, saluto i suoi suoceri, sembra a me di partire.
Il vip suona anche stasera.
Sul tavolo pieno di succhi di frutta e thè al limone spicca il mio mojito.
Le fan sono venute anche qua.
E’ l’ultima notte che dormo nel mio letto. Mi dice. Ho un pò paura.
Buon viaggio piccola Frù.. ci vediamo a Palma…

“Chiedo scusa e per favore non cercate di capire, questo briciolo di orgoglio è naturale. Per me che sono moralmente fragile, drogato da giudizi, dipendente, ne ho bisogno per star bene. Anzi, ormai è finito pure il tempo in cui chiedevo d’essere immortale adesso chiedo un giorno, un giorno in più per respirare, e stremato gridare”
Blastema “sono il più grande”

Giovedì 13 Maggio Ore:18.45 umore:malinconico
Listening to: incubus “are you in”

Fake plastic tree.
Fake plastic (pink) tree.
Continua a piovere e dovrebbe essere estate.
Le chimere hanno preso il volo, le ho lasciate libere. Di volare. Via.
Ghiaccio sciolto al sole.
Congelo yogurt alla frutta.
Yaya crede ancora alle favole e ai sogni.
Sere si trucca gli occhi di nero per difendersi sagli sguardi della gente.
Ho diviso la mia vita in 50 punti.. ho scoperto di essere scappata più di quanto non pensassi.
Quando troverò casa?

Copiando Cybercat:
1. Prendi il libro più vicino.
2. Aprilo a pagina 23.
3. Trova la prima fase degna del benchè minimo interesse.
4. Posta il testo della frase sul tuo blog insieme a queste istruzioni.
per rinascere, devi prima e lei era una creatura del cielo, beveva champagne Lalique, viveva sull’Everest e uno degli altri Olimpici era volato via; e se lui c’era riuscito, allora poteva anche lei munirsi d’ali e metter radici nei sogni.”
(Salman Rushidie “i versi satanici”)

“Life is a waterfall
We’re one in the river
And one again after the fall”

Domenica 9 maggio Ore:23.30 umore:triste
Listening to: la casa tace

E’ bello andare in un locale, in QUEL locale, per sentire un gruppo che conosci da 5 anni, per vedere le persone che ci suonano, che ormai sono tutte famose, anche se con altri gruppi.
E’ bello essere l’amica della ragazza del musicista. Vedere le ragazzine che vengono un pò da tutta Italia per vedere i concerti della vecchia band dei loro nuovi idoli.. guardarle aspettare la fine per poterlo salutare, fare due chiacchiere, magari una foto. Mi fa ridere pensare che sono a casa sua tutte le settimane e quanto ci abbiamo scherzato sulla casa del vip e adesso ti rubo qualcosa e vado a rivenderla magari faccio un sacco di soldi.
La mia amica sta per partire.. dopo i miei cinque mesi lontata da casa ora tocca a lei allontanarsi. Ma l’accoglierà un paese meraviglioso, caldo ed ospitale… e credo proprio che un aereo mi porterà da lei per un pò.. tra un pò..
Questo weekend è stato speciale.. ho rivisto la città in cui vivo nell’ottica della turista come solo a 6 anni con la scuola elementare avevo fatto. Ho visitato chiese e musei, soprendendomi ancora davanti ai mosaici e alla maestosità di quelle opere. Ho riscoperto un pò la cucina tipica, e insegnato com’è il tipico aperitivo italiano, il cappuccino italiano, la piadina e le lasagne.
Ho mangiato troppo, credo.
E ho scoperto di odiare gli aeroporti.. di odiare il dover salutare qualcuno un’ora prima della partenza dell’aereo, il non poter oltrepassare quella linea che delimita il gate.
Apro un pagina di ricerca.. studio i voli per Londra… ci sarò molto presto…

C’era un cartello giallo
con una scritta nera
diceva: “Addio Bocca di rosa
con te se ne parte la primavera”.

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