Luglio 2005

Martedì 12 Luglio 2005

Spiaggia e birra.
Università e libri.
Giorni che passano troppo in fretta.
comprami..io sono in vendita…
E ci si vede per la colazione, per il pranzo in mensa, andiamo tutti al numer10 dopo le 5 che c’è l’happy hour, il martedì sera c’è l’empire, la finestra di fronte e casa di Pol, progettiamo di far passare il filo tra le nostre case e di attaccarci due bicchieri di plastica, la festa a casa di Carlo, ho fatto spostare l’esame apposta, e maccheroni con la bechamel passati in forno a casa mia.
Felicità è una canzone matta che cantare mi fa..
Sì sì tu mi piaci..
E il uaimengo e Pol suona a Marina, an old man turned ninety-eight, il bukowsky, il sottomarino la domenica dopo le 6.
E il tempo è variabile e non mi concentro, esami a puttane e mi godo di nuovo le consuetudini che fanno bene.
Sono felice e non ho racconti esaltanti.
Sono monotona.
Ma non mi importa.

Lunedì 18 Luglio 2005

Esame da 4 ore sabato mattina ore ottoetrenta. Avevo portato in borsa una bottiglia d’acqua da due litri, ho dimenticato di averla. Ho consegnato poco convinta con la certezza di aver fatto più cazzate che altro. Incrociate le dita per me.
Corsa a casa. Butto tutti i vestiti alla rinfusa nella valigia, non ho voglia di prepararla per bene, voglio tornare a casa il prima possibile. Chiamo Giulia, passo a prenderti prima.
Veloci in autostrada guarda un pò dove sono i velox, quella scritta l’ha fatta un mio amico.
Manca poco. Casa.
E mancavo da poco, solo 3 giorni. Ma lo stress comincia a farsi sentire, voglio un pò di vacanza, voglio il cazzeggio alla mattina svegliarsi tardi piccì e caffè e non aver nulla a cui pensare.
Sorbetto al limone e gelato alla fragola, chiacchiere su emmessenne, test erotici ho scoperto che sono bravissima a fingere l’orgasmo (virtualmente) ma forse Gabri mi batte e “cuori in atlantide” stravaccate sul divano mangiando biscotti pannaecioccolato.
Si fa tardi, verdure dell’orto, surimi, siamo in ritardo come al solito.
Mirko si è laureato.
Il mio tesorino compagno d’avventure francesi ha un foglio e un centodiecielode sopra.
Brindiamo con americano e sangria bianca, divoriamo tartine e pizzette.
Sembra nuvolo la domenica mattina, sembra nuvolo ma noi andremo al mare.
Riordino la stanza, i miei devono rientrare, passiamo a prendere Gabri a Ravenna, Pol ci raggiungerà più tardi.
Parcheggiamo al Ghinea, pensavamo di conoscere la strada per la pineta ma abbiamo sbagliato sentiero un’ora a piedi sotto il sole, ragazzi pranziamo al volo e poi bagno, fa troppo caldo.
Bagni estivi peeling con la sabbia sul bagnasciuga onde su onde gocce d’acqua salata e quel sole che sembrava non esserci picchia forte su di noi, olio superabbronzate +40% alla vaniglia.
Rientriamo a casa, mamma e papà rientrati dalla Sardegna. In regalo un bracciale di perline azzurre e una fedina sarda troppo belli sulla pelle abbronzata.
Pizza dal Pol, ancora stanchezza, notte calda e un treno per Bologna. Manca poco, sono stanca ma manca poco.. attendo il weekend,e Roma, e persone speciali.

Domenica 24Luglio 2005

Venerdì in spiaggia, gocce di pioggia bagnano la settimana enigmistica. Birra e parole crociate, finiamo il senzaschema.
Ho passato lo scritto dell’esame impossibile.
I miei zii dal Canada a cena, devo ancora preparare le valigie, se ne vanno tardi, troppo tardi e ho troppe cose da fare, decidere vestiti, preparare il cd, la copertina, ho la stampante rotta, gira la testa per il vino, agitazione pre partenza che mi porto sempre dietro da quand’ero piccola.
Finisco tutto verso le 2 di notte, la sveglia è puntata per le 7, dormirò in treno, mi dico.
E il trenino da due vagoni old-style faenza-firenze che passa in mezzo ai monti, verde e buffi animali dal finestrino, musica nelle orecchie e boy scout che intonano canti.
Cambio a Firenze.
Pare ci siano solo inglesi, e ogni inglese ha una media di tre valigie a testa, sorry devo passare, excuse me è libero? al decimo vagone mi ritrovo nel vagone profughi, nemmeno un italiano, ma è praticamente vuoto. Tra una cinese che dorme e due tedeschi intenti a studiare la piantina di Roma. Classico ritardo, dormo e il viaggio passa in fretta.
Roma calda e amica, Roma un pò casa.
Pazze amiche in cronico ritardo, folli acquisti che non posso permettermi. tiramisù alla fragola, foto e tante chiacchiere, conosco Carrie e Geo e mi innamoro di Cilla bellissima.
Rientro a piedi dall’altra parte della città. Chiacchiere con Ilaria, non ci vediamo da gennaio, abbiamo frammenti di vita da raccontarci.
E mi preparo in fretta e già devo uscire, quattro fermate di metro e una piramide. Katsudon, Katzu din don dan, sashimi e riso marinato, assaggi da piatti altrui, salsa di soia che inonda il mio piatto.
Fuori dal ristorante un cartello, “attenzione, non fermarsi davanti al ristorante caduta liquidi dall’alto”.
Ci ferma una macchina, come si va al villaggio globale? stasera c’è un concerto. E attraversiamo il compo nomadi e siamo al villaggio globale e il gruppo non è un gran che.
Saaaaa aaaa aaaa aaaa aaa ngue.
Sedute su un muretto al testaccio in attesa di Banghe, uomo ubriaco, docezze vi rubo solo dieci minuti, memorizza, non champagne, Crystal, memorizza.
Rientro in punta di piedi con Ila che dorme.
Niente sveglia apriamo gli occhi che è giorno da troppe ore. Brunch caffè e puncake cioccolato e sciroppo. Parliamo di New York. Mappa alla mano, andate al metropolitan.
NewYork dall’alto dalle mappe di google e un brivido quando vedo ground zero.
E cazzeggio in camera tra il computer e i video di mtv e i cartoni droga di pucca, mi godo questo relax.

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