Giugno 2004

Venerdì 25 Giugno Ore:21.40 emozionata
micio che miagola

E’ passato un anno da quando, come per magia, ho evocato un demone. Un piccolo demone impaurito e dalle grandi orecchie e occhioni da gufo che miagolava, affamato, per attirare l’attenzione. Lilith. Piccolo demone femmina ora gira per casa con Rei complice, le donne di casa ora che io non ci sono più. Viziate più di me da due genitori con una figlia lontana.
Stasera scopro che la micia che pochi mesi fa aveva cercato di uccidere Lilith, perchè troppo si era avvicinata ai suoi tre cuccioli, li aveva abbandonati da soli, al sole, non so se per disperazione o per colpa di un incidente che non poteva prevedere.
Due micetti sono morti sotto il sole del primo giorno di luglio. Uno era vivo, solo e debole, miagolava per farsi sentire, per farsi salvare.
Ora è sulla tavola della cucina con un dito di mia madre sporco di patè in bocca, morde per la fame e si infila tra le pieghe della maglia in cerca delle mamma che non c’è più. E tra Rei e Lilith non mi sembra il caso di chiamarlo Shinji..

Giovedì 24 Giugno Ore:21.40 umore:(poco) preoccupata per l’esame
Malice Mizer

E’ solo un altro triste post nostalgico su Parigi. Potete saltarlo a piè pari.

A volte fingo di non pensarci. Poi capita, come stasera, di leggere parole su siti di altri. E ricomincia. Gack cantava dallo stereo e i miei compagni di viaggio sanno quanto la sua voce abbia colorato le mie giornate francesi. Da lì, dicevo, “visita Bellville” leggevo.
Ecco, proprio lì in mezzo al petto, quel mattone, di nuovo.
Il presagio già c’era, malinconicamente preannunciato. Un’ora a cercare una foto che deve essere sul web, di una serata speciale, in una discoteca speciale, a pochi passi da un arco da cui si diramano tante strade. Una, più importante delle altro. La chiamano “rue des Champs-elysées”. E se dall’arco vai verso place de la concorde, poco dopo, sulla destra, una stradina e il sixseven.
“Sai Vale anche oggi ho cercato la foto”, le ho detto prima. Non riesco a trovarla e la vorrei.
A Bellville ci andavamo a bere il thè. Accompagnati da Mohamed, lezioni di tunisino, ricordo mtv araba, con le scritte che passavano sotto, gli sms degli ascoltatori, incomprensibili per me.
Un giorno da Bellville a Barbès-rochechouart, in cerca del mercato delle stoffe, perse per strada, gira a destra che forse è la volta buona. E quando non te l’aspetti, trovarti il Sacro Cuore, imponente. C’era sempre un uomo davanti, che faceva i portachiavi on i cagnolini. Il mio l’ho chiamato “pigeon”.
Ci sono sere, come questa, in cui la nostalgia ha il sopravvento. c’est pas grave, dicono in Francia. E’ buffo, “non cambierà nulla” ci dicevamo. “ci sarà ancora tempo”. E mi sembra tutto scivolato via troppo in fretta.

natsukashii yume wo mita
ano koro wa yorisou you ni
afureru kodoku wo minna de wakachiatte
taisetsu na mono ga nanika to
kizuita toki ni wa oso sugite
sugisatta omoide wa itsumo mabushi sugite
moshi mo kimi ga nakitai kurai kizu tsuitara
sonna toki ni wa namida ga kareru made
utatte ageru

Domenica 20 Giugno Ore:20.20 umore:buono
Listening to: gran premio

Decollata di venerdì sera alle 22.15 e la paura si è dissolta appena l’aereo ha preso il volo. Due ragazze a fianco a me, probabilmente siamo le uniche tre italiane su tutto l’aereo. Sono due pazze: arriveremo a Londra alle 23.30 e non hanno un posto in cui andare a dormire.
Ci separiamo a Stansted: il mio autobus direzione Golders Green è pronto a partire.
Tre giorni di sole e nuvole e gocce di pioggia, tipico clima imprevedibile londinese. Camden così colorata tra bancarelle e vestitini e gente dalle assurde pettinature e i contrasti che si creano sono troppo belli.
E stringo una mano con mille pensieri in testa e chi cazzo me lo fa fare di farmi tutte queste paranoie? cerchiamo di vivercela. Al meglio.
Sole sulle spalle a Hyde park, passiamo da Piccadilly, cena Thailandese, poi ancora Regent’s park, tower of London, London Bridge, London eye e Big Ben…
Innamorata di questa città. Non voglio ripartire.
Rientro in Italia traumatico e finisco le lezioni. Venerdì, il mio ultimo giorno di scuola… non per sempre visto i mille corsi che devo riseguire, ma è la fine ufficiale e sono un pò triste.
Da tre giorni scappo a Forlì, macchina veloce e persone a cui voglio bene. Stesi su un letto io Vale e Matteo a ridere davanti a folli scene per evadere un pò..
Ho mille pensieri in testa, scontri di idee e di cose che vorrei e non vorrei dire. L’ipocrisia di chi mi abbraccia e volta lo sguardo. L’affetto di chi mi è stato vicino quando ne avevo bisogno. Una voce lontana che sta male e vorrei poterlo stringere forte e dire che andrà tutto bene ma non ne sono capace. E in mano, un biglietto per Palma di Maiorca…

“ti mancherà il suono dei quattro cilindri e di un’elica di legno, il canto del vento tra i tiranti d’acciaio mentre voli. E ti mancheranno le persone di qui, che conoscono quella musica, che la creano.”
le ali del tempo – Richard Bach

Venerdì 11 Giugno Ore:10.40 umore:medio
Listening to: il lab2 *stranamente* silenzioso

Fuggo ancora, come tante volte, forse troppe.
Mi aspetta un aereo stasera e lunga e difficile la scelta se salirci o no.. motivazioni di carattere personale e di carattere logistico.
Ma ho deciso di sfidare la sorte e domani a quest’ora camminerò tra le bancarelle di Camden.
Londra.
Quasi cinque anni di assenza dalle sue strade, mi immergerò nella sua anima.
Non so cosa mi aspetterà, giorni di sole sereni o nebbia dentro di me. Ma mai fasciarsi la testa prima e quindi attendo e cerco di vivermela al meglio.
Ci rivediamo tra qualche giorno…

“So how can you tell me you’re lonely, and say, for you that the sun don’t shine ? Let me take you by the hand and lead you though the streets of London, I’ll show you something to make you change your mind.”
Beatles – The Streets Of London

Sabato 5 Giugno Ore:23.00 umore:sonnacchiosa
Listening to: Joni Mitchel, “just like this train”

Venerdì pomeriggio passato sul decimo binario della stazione di Bologna con i treni per casa che venivano soppressi uno dietro l’altro.
Compleanno di Vale, cena a casa, abbuffata di tigelle, guarda che ho mangiato troppo, non posso più permettermi il vestitino bianco.
Giudiamo verso il mare in cerca di una discoteca hiphop ci ritroviamo disperse per le strade di Rimini.
Chiuse in un piccolo locale, poca gente, solo turisti e ragazzi riminesi in cerca di turiste. Noi, mosche bianche, inadatte al tutto, sul divanetto con cocktail in mano a discutere con un autoctono sulla fedeltà degli uomini.
Risaliamo in macchina ridendo alle spalle di un altro abitante del luogo.
Un altro sabato sera è passato e mi rendo conto che sto continuando a fare le cronache dei miei weekend e ovrei cambiare un pò registro e racconti.
Cerco di battere il mio record ma la macchina sull’autostrada deserta non riesce a superare i 140km/h. Sai, una volta sono arrivata a 170, in discesa e col vento a favore.
Finestrini un pò aperti, la luce inizia a filtrare da dietro le nubi.
Era dalla Francia che non vedevo l’alba tornando a casa da ballare.

“Love is not a victory march It’s a cold and it’s a broken Halleluja”
Leonard Cohen

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