Gennaio 2004

Giovedi’ 04 Febbraio Ore: 01.20 umore: più che ottimo
Listening to: “Paris Combo” (a casa sua)

Abbiamo portato tutte le nostre cose all’hotel.. Mohamed é partito e non sono nemmeno riuscita a salutarlo.
Sono due giorni che viviamo ripetendoci nella testa “è l’utlima volta che faccio cio'”
L’ultima volta al Pompidou
L’ultima cena all’osteria vicino a châtelet
L’ultima crêpe a Montparnasse
L’ultima festa a Val d’Europe
L’ultima volta che vado da lui…
Ho salutato già tante persone.. persone che portero’ con me per tanto tempo. Bernat per primo, le spagnole. Mirko a inizio gennaio. Christoph il giorno che abbiamo lasciato Torcy. Ho salutato Daniel, forse non lo vedro’ più. Michela e Stefania.
Non voglio partire.
E ho paura di tornare a casa.

Venerdi’ 30 Gennaio Ore: 14.00 umore: a pezzi

Hanno chiuso la mia camera. Ore 10.45 Torcy, la camera è bianca, pulita….
vuota
La ragazza che viene a fare “l’état de lieu” mi guarda sorridente, due giri di chiave alla porta, senza esitare.
Io e Giulia e Maya stese sul corridoio del primo piano tra valige e scatoloni e non ho idea di come faro’ a portare tutto a casa.
Christof se n’è andato, Alex e Martin con lui.. ci siamo abbracciati forti forti con la promessa di scriverci.
Mi sento vuota, mi dice Giulia, come se mi avessero tolto qualcosa da dentro con un cucchiaino. Mi manca qualcosa e non capisco cosa.. sensazione di smarrimento.. come quando perdi un pensiero.
Ieri abbiamo festeggiato, vino birra e succo d’arancia, cocacola e aranciata tutti stesi sul pavimento della mia camera e la musica di mia cugina nello stereo tutti insieme. Lasciami il tuo indirizzo email. Non ti dimenticare di me. Mi mancherai.
Mi
sento
triste.
Ho due occhi nuovi in cui specchiarmi, azzurri come il cielo di oggi, giornata troppo soleggiata per il mio cuore grigio.
L’ho innalzato a persona più bella dell’università da 4 mesi. 4 mesi per dirmi che quella sera al pub “mi aveva notata”. E ora sono io che sfioro le labbra dell’uomo più bello del Copernic. E mi guarda e sorride e parla in francese e dice chiamami tu domani che io sono francese e qua sono le ragazze che chiamano. Mi tiene per mano, mi prende in giro, mi abbraccia e bacia nei corridoi della facoltà, davanti ai suoi amici.. finalmente una persona gentile nella mia vita.. e tre 6 giorni me ne vado..
Conto alla rovescia…

Gioved’ 22 Gennaio ore 00.30 umore:un po’ triste

Don’t you cry tonight there’s a heaven above you baby in sottofondo dalla casse del computer. Appena rientrata, volume non troppo alto per non disturbare. In giro per Monparnasse con Giulia. Possibile che piova sempre quando arriviamo a Montparnasse? Magari in tutto il resto di Parigi no, ma li’ piove. Quando il resto del mondo ascoltava i takethat io ascoltavo i guns’n’roses.
Il ragazzo biondo delle crepes non ci ha riconosciute, o ha finto bene.
Aziz ha mandato un messaggio.
Troppo cerebrale per capire che si puo’ star bene senza calpestare il cuore ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole.
Troppi riferimenti a cose persone pensieri che fanno a botte nella mia piccola testolina malata.
Troviamo nuovi luoghi comuni e ci chiediamo perchè ci scambino sempre per spagnoli.
E il sole? Quando esce il sole? L’avro’ visto in tutto 10 giorni, il sole.
Ma una volta mi hanno regalato la luna.
Eppoi perchè ti dicono bonjour anche se fuori è buio e sono le 9 di sera?
E sopratutto, e questa è la questione fondamentale, esistono dei francesi veri? intendo francesi, con un nome francese, nati in francia da genitori francesi?
Ridiamo io e Giulia sotto la pioggia a naso in su per vedere quant’è alta la torre di Montparnasse, ridiamo cercandone nuovi. Al ristorante ti danno l’acqua gratis e non esiste il coperto. Compri un piatto da 5 euro e quando arrivi alla cassa paghi 5 euro. E perchè a Torcy una sera si e una no c’è la polizia?
E razionalizzo. Manca solo una settimana. Eppoi non vivro’ più a Torcy, mai più. Eppoi pochi giorni in un albergo a Parigi, finisco di mandare i pacchi, finisco di riempire moduli, biglietto del treno, Bologna, Ravenna, casa.
Potrei ma non voglio fidarmi di te io non ti conosco e in fondo non c’e’ in quello che dici qualcosa che pensi.
Mille pagine di cose vissute.
Joel mi vede triste, saro’ triste anche io senza la mia vicina di casa, mi dice.
Anche Mohamed mi mancherà. E ogni volta che tornero’ in Francia mi ospiterà lui.
Ma stasera ancora una festa. Eppoi ancora a ballare. Eppoi ancora Parigi.
Leggera leggera si bagna la fiamma rimane la cera E NON CI SEI PIU’…

Il segreto è: non farsi aspettative ma godersi la vita x quello che è.
Qualsiasi cosa sia.
G;C.Giacobbe

Martedi’ 14 Gennaio ore 23.30 umore:felice
Listening to:Jeff Buckley “please send me someone to love”

Fuori piove e mi sento sola.
Romantica e sole, diceva Demon.
E non è vero che nomino solo Santacroce e System of a down.
Ho cominciato a dipingere pagine di colori diversi.
Non più solo rosa.
Anche se il rosa è (e sarà sempre) il colore più bello del mondo.
E’ stato forse per noia o per mancanza di vino siamo usciti di casa e andati incontro al destino
E non era nemmeno solo Vasco, a quanto pare, ma questa è una comunicawione privata.
Ho collezionato emozioni da portare a casa nella mia grande valigia.
Aziz continua a scrivermi che vorrebbe vedermi, salvo poi farsi sempre negare all’ultimo minuto.
Talentuosi giocolieri, gli uomini.
Cambio creperia, prezzi troppo altri, proviamo quella a fianco. Trovo il sosia di una persona speciale.
E penso a quanto mi mancano le chiacchierate notturne sulle scale di S. Petronio.
Se ne vanno via i vecchi amori vanno via e ci lasciano soli quasi che mai fossero esistiti eran qui ma son gia’ spariti
Sono stata sugli champs-elysées, tra negozi e caffé amari.
Sono stata a ballare, canottierina nera e tanto trucco negli occhi.
Sono stata a mangiare la fonduta, amici importanti e una bottiglia di vino.
Sono stata
(e sto)
bene…

E dopo ore di programmazione davanti al computer è normale che la gente si metta a delirare .

“Qu’est-ce que signifie “apprivoiser”?
-C’est une chose trop oubliée, dit le renard. Ca signifie “Créer des liens…”
-Créer des liens?
-Bien sûr,dit le renard. Tu n’es encore pour moi qu’un petit garçon tout semblable à cent mille petits garçons. Et je n’ai pas besoin de toi. Et tu n’a pas besoin de moi non plus. Je ne suis pour toi qu’un renard semblable à cent mille renards. Mais, si tu m’apprivoises, nous aurons besoin l’un de l’autre. Tu seras pour moi unique au monde. Je serai pour toi unique au monde…
-Je commence à comprendre, dit le petit prince.
Il y a une fleur…
je crois qu’elle m’a apprivoisé…

Martedi’ 6 Gennaio ore 23.00 umore:medio
Listening to:evanescence

Di nuovo tra magiche luci.
Tre..due..uno..
Brindiamo ad un anno che se ne va, attaccata al collo della bottiglia di spumante mando affanculo un anno di ricordi, di belle cose e di delusioni, di una storia importante finita da un pò, di una Sere nuova..
Guardo la tour Eiffel illuminata e mille volti riempiono questi 365 giorni appena conclusi. Le mie due donnine speciali, una moglie lontana, amiche dai mille accenti differenti, un’estate e notti tra granelli di sabbia e una musica in sottofondo, amici persi e ora ritrovati, una festa “erasmus” prima di sapere che ci sarei stata dentro anche io, incomprensioni e rivelazioni quella sera e tu non sai quanto ti senta lontano ora. Eppoi ancora parti da stronza quando amo fare la vittima. E un nome su un sito, e partirò per Parigi mi sento un pò emozionata. Addii difficili ma necessari. Perchè era un addio vero? Un viaggio lungo una notte e mille voci diverse, mille nuovi volti a disegnare le mie giornate.
La torre si è spenta.. un anno con lei..
I Kyo cantano in francese dal walkman di Mirko e lacrime rigano le mie guance.
on a parcourru le chemin on a tenu la distance et je te hais de tout mon corps mais je t’adore
E ricomincio a vivere di notte e troviamo un nuovo locale con Vale, Fued e il nuovo amico di Fued.
E conosco un nuovo garçon e Vale è troppo bello ti prego andiamo a parlarci e per una sera libero la mente dai brutti pensieri.
Cantavo domani sarà tardi per rimpiangere la realtà.
Je l’ai connu trop tôt mais c’est pas ma faute la flèche a traversé ma peau
E ora manca poco, un mese passa in fretta. Parigi mi mancherà come un arto spezzato.
et ça fait mal crois-moi, une lame enfoncée loin dans mon âme regarde en toi même pas l’ombre d’une larme
Per natale avevo ricevuto un regalo, qualcosa di speciale. Ma non avevo letto bene la confezione.. “da consumarsi preferibilmente entro al 25 dicembre”.. e io non ne ho approfittato..

“Non è il caso che scaraventa a Parigi persone come noi. Parigi è soltanto un palcoscenico artificiale, un palcoscenico rotante che permette allo spettatore di cogliere ogni fase del conflitto. Da sola Parigi non avvia alcun dramma. Cominciano altrove. Parigi è solo il forcipe ostetrico che strappa dall’utero l’embrione vivo e lo mette nell’incubatrice”
H. Miller -tropico del cancro-

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