Febbraio 2004

Venerdì 20 Febbraio Ore: 16.00 umore:tranquilla
Listening to: Ben Harper “Another Lonely Day”

Martedì
Rivedo un amico.. troppo tempo lontano da lui. Non a caso di martedì sera. Aperitivo e cena greca. Verdure e spezie, fagioli alla cannella e polpette alla zucca, innaffiamo tutto con vino bianco. E’ bello vedere che non è cambiato nulla tra me e te.
Mercoledì
Il treno parte dalla stazione di Bologna in direzione Modena. Poi si ferma. Torna indietro. Gente impazzita e 20 minuti di ritardo. Debby è bellissima come sempre, casa rosa e bianca e cena tipicamente milanese. Mi innamoro della sala campionario e medito di nascondermi in una casettina gonfiabile. Gente fantastica attorno a me, cantiamo canzoni dei Beehive e di Creamy, pose sconce per posi e nega. Playboy mimato. Dormo qua. Domani piove.
Giovedì
Bologna sommersa da soffice coltre bianca. Cena al pub con le mie morose, frappé alla fragola e giochi di società e incontriamo vecchi amici. Due occhi che non vedevo da troppo tempo. Un takumi un pò dimenticato. Ma sempre tanto bello. Ultimo pezzo di strada sotto la neve al telefono, mano gelata, voce francese.. et tu serais dans cette ville, à coté de moi.
Venerdì
Giulia da me. Erasmus nei ricordi. Disperse su un monte, troppi chilometri ci separano dalla civiltà. Accanto a noi gli attori che durante questi 5 mesi hanno dipinto le nostre giornate. Tutti riuniti. Affettati e formaggi, cappelletti e castrato. Vino rosso stasera. Mi sento bene. Sono tra di voi, consuetudine in Francia mi sembra così strano qui.
E vi voglio bene…
E’ buffo..
Conosco persone che sono scappate in erasmus a Parigi, in fuga da qualcosa.
Conosco persone che sono tornate e delle loro questioni in sospeso non hanno risolto nulla.
Io sono una di queste.

“yesterday seems like a life ago cause the one I love today I hardly know”
B. Harper

Sabato 14 Febbraio Ore: 12.00 umore:assonnata
Listening to: blastema “l’inizio imminente”

Sono tornata a Bologna, non l’avevo mai sentita così tanto casa mia.
E’ buffo e bello. Quattro mesi lontana e ora apprezzo di più anche lo scricchiolio delle finestre e la doccia che non arriva mai calda.
Fede mi abbraccia, mi racconta delle sue vicessitudini. Io le mie.
E ricominciamo ad organizzare uscite, cena con i miei amici, pizza troppo grande e dolci ipercalorici leggendo messaggi sconci sul cellulare.
E mi sento a casa.
Fede mi dice andiamo a ballare al Vicolo che il giovedì è tanto carino. E ci ritroviamo vestite bene, tacchi alti, facciamo foto osé in cucina, pose da diva, pose lesbiche per noi. Fabio scatta da vero professionista “ragazze, le padelle dietro, bene in mostra”.
Balliamo fino allo sfinimento, io Alessia Lucy Fede, ridiamo e cantiamo e Bologna alle 4 è bellissima, come al solito.
Con che coraggio presentarmi alle 9 a lezione?
Venerdì sera lontana chilometri per questi famosi Blastema.. ed è buffo.. io 1000km a nord, Paris mon amour, li ascoltavo per la prima volta dal walkman di Vale, contemporaneamente loro più giù, romagna capitale, contattavano miei amici.
Locale piccolino ci sentiamo giudici in tavolino da quattro, birre e wisky e Luca preoccupato, vi ho portato qua io spero tanto che vi piacciano. E mi perdo nelle note molto più rock di come avevo immaginato.. e mi fanno pensare alla stanza di Vale. Val d’Europe riempita delle loro sonorità.
E penso che qualcuno una volta mi parlò dell’importanza della colonna sonora. E mi vedo questo film che parte con i System of a down che urlano su una metro piena di gente e cammino tra la gente a testa alta, eppoi c’è una stanza grande e gialla e Vinicio in sottofondo, biccheri di vino e cuscini per terra, zoom su un corridioio di un albergo con Vasco che parla di fragole e domani sarà tardi per rimpiangere la realtà. Blastema in stanza di Vale, Blastema in stanza di Mohamed. Your song, moulin rouge, e il thè nella mia stanza, tre donne sedute per terra a scambiarsi la vita,tiromancino e Mirko che mi abbraccia forte forte stretto stretto. Gackt in un laboratorio al terzo piano e i Coldplay in una stanza a Noisy-champs.
Il 27 febbraio è vicino (o forse troppo lontano?) e riavrò i suoi occhi a pochi centimetri dai miei (le 27 arrive vite, ai besoin de te parler en te regardant dans les yeux)
“tutti, penso, sono consapevoli di avere un dono”
La voce del cantante.
Ho fame mi dice Francesca, scappiamo.
E’ già sabato, mal di gola e troppo sonno arretrato e stasera di nuovo si esce, di nuovo fuori, di nuovo musica.

“Di me che ormai non credo, di me che ormai non vedo in questa luce finta, che cerchia il suo contorno morbido. Morbido. E lei in veste candida sottile quasi fosse il demone che percuote debole. Se muoio resterò eterno per sempre.”

Domenica 8 Febbraio Ore: 14.40 umore:triste
Listening to: starsailor “silence is easy”

Ho festeggiato tra bonghi e musica e fumo denso e lattine di birra. Ho salutato amici che forse non rivedrò mai più. Ho lasciato numeri e indirizzi, collezionato pezzi d’anima.
Ho salutato la Senna con la manina alle cinqueemezza di una fredda mattina, luci riflesse sull’acqua.
Troppe valige sulla metro per fermarmi un giorno da lui. Lo sveglio all’alba delle ottoeventi, ancora assonnato apre. Doccia veloce e sotto le coperte fino a tardi.
Mi sveglio, lo guardo.. mancano poche ore.
La stazione di Bercy, vista già troppe volte.. all’arrivo a settembre, a Natale rotta per casa, lacrime per la partenza di Mirko e ora tocca a noi.
Non. Vorrei. Partire.
MAI
Ho una sciarpa nuova a proteggere la gola, caldo regalo di un uomo dagli occhi di ghiaccio, mi tiene le mani, mi dice non partire.
Je l’ai promis, je parlerai de toi.. tu ne descendras pas dans la page… ni dans la mémoire..
Ho viaggiato in prima classe in cuccetta da quattro. Donne vi voglio bene e lo sapete.
Il telefono suona di messaggi.
Sono a casa.
Sono a casa.
E mi sembra di aver vissuto un sogno, sospesa per quattro mesi ora si torna alla vita vera.
Dov’è Parigi?
Cerco treni convenienti e voli economici.
Vale mi dice che un giorno ci vivremo, a Parigi.. io le credo..

“Pensaci. E fallo suonare, quel ritmo. Sei colpi, uno due tre quattro cinque sei. Perfetto. Lo senti il silenzio, dopo? Quello sì è un silenzio. Uno due tre quattro. Cinque sei. Silenzio. E’ come un respiro. Ogni sei colpi è un respiro. Puoi respirare veloce, o pieno, ma ogni respiro è perfetto. Uno due tre quattro cinque. Sei. REspira silenzio, adesso.”
Baricco “city”

Giovedi’ 04 Febbraio Ore: 01.20 umore: più che ottimo
Listening to: “Paris Combo” (a casa sua)

Abbiamo portato tutte le nostre cose all’hotel.. Mohamed é partito e non sono nemmeno riuscita a salutarlo.
Sono due giorni che viviamo ripetendoci nella testa “è l’utlima volta che faccio cio'”
L’ultima volta al Pompidou
L’ultima cena all’osteria vicino a châtelet
L’ultima crêpe a Montparnasse
L’ultima festa a Val d’Europe
L’ultima volta che vado da lui…
Ho salutato già tante persone.. persone che portero’ con me per tanto tempo. Bernat per primo, le spagnole. Mirko a inizio gennaio. Christoph il giorno che abbiamo lasciato Torcy. Ho salutato Daniel, forse non lo vedro’ più. Michela e Stefania.
Non voglio partire.
E ho paura di tornare a casa.

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