Estetica del livido

La pelle vestita di lividi, di macchie blu che crescono disegnando costellazioni sulla pelle. Il segno di un dolore che torna per un secondo al tatto, un ricordo a tempo determinato.
La città della scienza riflette da piastrelle di una piscina dall’acqua azzurra e mi ricorda che questa non è Roma e io non sono Anita Ekberg.
Ho nostalgia del mare.
E scusa se a Parigi non c’è il mare ma ci sono 14 linee metro.
Sono più bella vestita di lividi.

And you’re singing the songs
Thinking this is the life
And you wake up in the morning and your head feels twice the size
Where you gonna go? Where you gonna go?
Where you gonna sleep tonight?

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2 pensieri su “Estetica del livido

  1. “E scusa se a Parigi non c’è il mare ma ci sono 14 linee metro”: è questo. E’ per questo che Paris è così…così’… E’ così.

    E a proposito di lividi: io ne ho uno abnorme sul ginocchio: con la bici ho preso in pieno una rotaia del tram e mi sono fatta un bel volo.

  2. Lividi…sono i ricordi che dopo giorni o settimane mi riportano insieme a lui. I lividi dei suoi morsi sulle braccia e sulle gambe. Non potermi mettere maglie a maniche troppo corte per evitare spiegazioni e vedere mamma scuotere la testa quando mi guarda quel cerchio violaceo/verde peggio di un assalto di un cane.

    Li adoro, sono ricordi e come tali possono svanire, scemare lentamente e rimanere solo un timido accenno dopo molto, molto tempo…

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