Ricordi

Forse è vero che solo agli insetti e ai bambini è concesso di essere invisibili. E piano piano sono arrivate le cinque. Mi alzo dal tavolino e me ne vado. On ne devrait jamais hésiter trop longtemps. E anche il modo in cui continua. Perchè in fondo lo so da sempre. Perchè le stelline si sono spente. Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate.
Perchè per sopravvivere a parigi bisogna stare attenti a non guardarsi troppo indietro. Bisogna correre nel corridoio della metro facendosi travolgere dalla gente senza guardare in faccia nessuno. Senza avere rimpianti. Senza avere rimorsi. Un aereo mi porterà su granelli di sabbia per poche ore con le piccole consuetudini di un’estate che non sentirò mia. Ci riabbracceremo forte e sarà come non fossi partita mai.
Ho spostato tre anni di vita su queste pagine. He riletto tre anni della mia vita senza respirare. Letto parole di prima che parigi fosse parigi per la prima volta. E mi ritrovo, ancora una volta, spaventata dalla ciclicità della mia vita.E ci sono persone che vorrei chiamare ed obbligarle a rivivere quei giorni attraverso le mie parole. Ti ricordi di quanto eravamo stupidi a ventiquattroanni? words are very unnecessary they can only do harm.

“This is our last embrace,/ must I dream and always see your face/ Why can’t we overcome this wall/ Baby, maybe it is just because I didn’t know you at all.”
Jeff Buckley “last goodbye”

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