Venerdi` 31 ottobre ore:14.40 umore:buono
Listening to:”De l’autre côté de la rue” Edith Piaf

Vorrei parlare solo per lasciare un tratto indelebile di questa settimana.
Gli occhi più aperti, l’aria più frizzante, consapevole (ma non troppo), non più persa ma ancora piccola.
Lunedi’.
La scusa ufficiale era il vino rosso e bisogno d’affetto, ci ritroviamo felici su una moquette tra note di Capossela e una televisione in francese e i biscotti al cioccolato e vi voglio tanto bene.
Martedi’.
Doveva essere serata di film da Christoph, Rocky Horror Picture Show, vino bianco e succo d’arancia, salatini e patatine. Gli spagnoli sconvolgono la serata.. ci ritroviamo a vagare in cerca di meta tra stradine strette e umide di Parigi. Ultima metro presa al volo ridiamo in treno felici.
Mercoledi’.
Cena dal mio vicino tunisino, con la promessa di un giorno di ramadam, zuppa calda ai ceci e *nonsoesattamentecosa* fritto con l’uovo, canzoni arabe e imparo i primi dieci numeri, i grands mots in francese e tunisino e la musica sempre più forte e “fammi vedere come balli” e Mohamed che fuma il narghilè, io e Vale e Giulia e il thè caldo.
Giovedi`.
E’ giornata di confessioni e fuori piove e Vale non trova il telefono acceso e facciamo il purity test ridendo e confessando peccaminosi segreti intanto che aspetto i trentaminutidiposa della tinta anche se so che nessuno noterà il colore nuovo.
Un’altra settimana è passata, forse troppo in fretta.
Non l’ho visto, forse non mi manca, forse un po’.. il suo nome lampeggiava sullo schermo del nokia qualche sera fa.. si` “siamo amici”, come ha detto lui. Ora non ci penso, tango la mia mente occupata.
Troppe cose da vivere e godere, non gli permettero’ di rovinarmi nulla.

E’ stato forse per noia o per mancanza di vino siamo usciti di casa e andati incontro al destino destino normale fatto di punch e giornale di risate spremute e di parole taciute E’ una giornata senza pretese e non ci succede una volta al mese Stiamo qua abbracciati ad aspettare la sera e se mi guardi io non ti vedo ma mi ricordo del nostro amore stiamo qua messi qua ad aspettare la sera
Vinicio Capossela

Lunedì 27 ottobre ore 17.10 umore:medio
Listening to:”wish you were here” (nella mia testa)

“on peut être trist puor un garçon, on peut pleurer, mais seulement un soir.. le jour après on doit tout oublier”
Questo dicevo ad Adnrea qualche sera fa.
E ora mi rendo conto di quanto sia difficile metterlo in pratica.
Venerdì è stata una giornata pesante per me.. in bilico tra il senso di colpa, la rabbia, la tristezza. Ho avuto bisogno di scappare un po’.. le luci del disney village, la birra, quattro ragazzi a farci compagnia e il cuore si è scaldato un poco. Al rientro festa nel mio corridoio, Lena e i suoi compagni di corso, ragazzi e ragazze di turismo.. lo vedo brillo nello stanzino, cappello rosa e boa nero al collo.
E’ con lei.
La stessa lei con cui l’ho visto al tavolino del bar pochi giorni fa. “ma figurati” diceva malizioso “è solo una ragazza con cui sto preparando un esame”
Li ho visti baciarsi, li ho visti avviarsi insieme al quarto piano.. non so cosa ci sia stato tra di loro.. non so se lei si è risvegliata tra nuove lenzuola sabato mattina.
Ma credo che non mi interessi più.
Il sabato sera è trascorso tra vino rosso, sale illuminate in cui solitamente seguiamo i corsi con musica forte e luci stroboscopiche e gente che balla e si diverte e siamo tutti amici e ci vogliamo bene.
Mi perdo in discorsi con Michela, sedute per terra con la pizza che io e Giulia siamo riuscite a farci offrire al bar facendo gli occhioni dolci, discorsi di uomini e stranieri e gente francese e spagnola. Scappiamo fuori che ancora è buio, avidamente mastichiamo la mela di Alessandro, mi addormento sul pavimento della metro, in attesa del treno, abbracciata a due amici speciali.
La domenica corre veloce sempre in quattro, turisti per Parigi, mangiando zuccherofilatorosa sotto la tour Eiffel illuminata e sbriluccicante ogni ora.
Trocadero, Arco di Trionfo, quartiere latino e “ti prego fermiamoci a Châtelet, è già una settimana che non ci passiamo”, faremo un collage di châtelet+hotel de ville+place st. michel, sarà la nostra cartolina speciale.

“Go on now, go walk out the door/ Just turn around now ’cause you’re not welcome anymore/ Weren’t you the one who tried to hurt me with goodbye/ Did you think I’d crumble, did you think I’d lay down and die/ Oh, no, not I-I will survive/ Oh, as long as I know how to love I know I’ll stay alive/ I’ve got all my life to live and I’ve got all my love to give/ And I’ll survive, I will survive, hey, hey”

Venerdì 24 ottobre ore 15.50 umore:molto molto triste
Listening to:”shine on you crazy diamond”

Ieri pioveva. L’aria si addensava ad ogni respiro. Voglio un paio di guanti.
Freddo non solo all’aperto.
E’ dolore intenso, lancinante.. macigno che non si spezza facilmente.
Lo so che me lo dovevo aspettare, lo so che non poteva durare per sempre.
Parliamo due lingue differenti. La mentalità puo` essere condizionata dal paese di origine?
Le ali bagnate non volano più.
E oggi non riesco a sorridere.
Mi sento piccola, infreddolita e tanto stupida.
Non ce la faccio a mentire al mio cuore, non ce la faccio a mentire al mondo, non ce la faccio a fare la faccia da culo che tanto vorrei e sorridere.
Ancora una volta sono passata dal lato sbagliato. Tenevo in mano le redini del gioco, ero sicura di me, fiera, pensavo di aver solo scherzato. “non ci staro’ male” dicevo a testa alta.
E ora il cuscino è intriso di lacrime non meritate.
Oggi c’è il sole.
E ancora una volta si ricomincia.
Ci aspetta una festa questo sabato.. halloween e occhi e labbra truccati di nero. Musica alta e gente a cui voglio bene.
Questo sabato mi basta che una persona mi ami: io.

“Di tanto in tanto noi ci incontreremo, quando ci piacerà, nel bel mezzo dell’unica festa che non puo` mai finire”

Lunedì 20 ottobre Ore:17.20 umore:misto
Listening to: Giulia e Monse

Settimana intensa e silenzio dettato dalla mancanza di tempo materiale per fermarsi e riordinare i pensieri e le emozioni e le corse alla metro e le notti e il sole che sorge tardi e la gente addormentata nei luoghi più strani.
Ed anime che ci acompagnano ridendo, spensierate nella bramosia di godere ogni istante, ogni secondo, succhiando tutto il possibile da questa città.
Un compleanno.
Una serata al pub.
La festa dell’università, tra musica urlata e stanzine chiuse colme di fumo denso.
Il bar tunisino e thè caldo alla menta per riprenderci dal freddo.
Lui, ancora tra lenzuola sconosciute.
Questa volta più delle altre.
Ed ora non so dove sia.. troppe ore che sento la sua mancanza.
Gente a cena da me stasera.
Pollo al limone e patate e insalata e vino rosso, condisco il tutto con gioia e allegria.

Domenica 12 ottobre Ore:6.40 umore:assonnata&felice
Listening to: “stairway to heaven”

Sabato mattina, mi sveglio nuovamente in un letto non mio dopo nuove frasi catalane e la festa del venerdì sera tra musica spagnola, gente danzante, alcol e narghilè.
Torno da lui con la scusa della cioccolata.
Succhiamo calorie scure guardandoci negli occhi allo scoccare dell’ora notturna segnata da un perfetto angolo retto tra le lancette.
Un’altra notte tra le sue braccia…
Parole incerte al risveglio e un fottutissimo “ma”.
Il sabato scorre veloce tra i mobili laccati, le lampade colorate, polpette di carne con salsa di mirtillo e specchi e candele e tende e tappeti.
Persi nel paradiso Ikea.
Gli specchi nuovi danno un pò di profondità alla stanza, riempio il muro di immagini impazzite.
Sono le 20 quando usciamo dal bagno ben vestite e truccate in perfetto stile *sabatosera*.
Abbiamo tutta la notte davanti a noi. Gruppo consistente di voci italiane scaldano la serata con vino rosso e biglietti illegali della metro.
Parigi è più accogliente stasera.
Mangiamo in fretta ghiros e patate. Ridiamo sfoggiando un francese da frasi fatte dal libro di Alessandro. Vale si sorprende che continuiamo a chiamarli per nome.
Il Moulin Rouge è illuminato dalle luci di una diversa Pigalle.
Usciamo dalla discoteca in tempo per l’apertura della metropolitana… alle 6.30 il sole non ha ancora voglia di sorgere…

“la nutella sta per finire”
“già.. non può nutellare per sempre”
-deliri di una domenica sera-

Mercoledì 8 Ottobre Ore:12.00 umore:alle stelle
Listening to: Lou Reed “perfect day”

Notte semi insonne in un letto sconosciuto con i capelli di Giulia che mi solleticano la guancia tra le parole di un ragazzo e i sogni rumorosi dell’altro di fianco ad un tavolo pieno di piatti e bicchieri e birra e vino e le luci che si confondono con i colori e con le ombre e con le sensazioni.
Fa troppo freddo alle 7.30 di mattina di corsa fuori dalla loro casa di corsa per prendere la metro di corsa per tornare (ancora un pò) sotto le coperte.
Si alternano giorni di occhi negli occhi a chiederci come fare per sopravvivere in questo mondo ostile e giorni di risate e felicità e non me ne andrei mai da qui.
Ieri è stato un giorno di questi.
Non siamo più sordomute, circondate da chi capisce e comprende.. non è solo una questione linguistica.
E in tutto questo mi sento una piccola nave di carta in balia delle onde della vasca da bagno di un giovane uomo.
Non ci capiamo, non ci troviamo, ma ci cerchiamo.. alterniamo vicendevolmente frecciatine e sguardi cercati.
Credevo fosse stronzo..
credo di esserlo stata più io..

I want to be a hunter again/ want to see the world alone again/ to take a chance on life again/ so let me go.
Dido – Hunter

Mercoledì 1 Ottobre Ore 23.50 Umore:estremamente buono
Listening to: -silence-

Il suono della sveglia spezza a metà il mio bellissimo sogno. Mi giro sperando di riprenderlo (penso sempre “chissà come va a finire”) ma ormai la stanza è inondata di luce.
Mi spoglio ancora sotto le coperte per sentirne il tepore sulla pelle.
Sguardo al giovane bulangere che ormai mi osserva tutti i giorni dalla finestra di fronte alla mia.
Giulia mi raggiunge.
Malediciamo il tempo tiranno che colora di grigio la nostra giornata parigina.
Alla bastiglia 70 persone davanti a noi per i biglietti dell’opera. Guardo Giulia…
“prossima volta?” “OK”
Turiste senza meta sotto una pioggia battente.
Notre Dame ci ospita per asciugarci e scaldarci. Perse per il quartiere latino in cerca di un ristorante.
Giapponese.
Sushi davanti a noi, insegno a Giulia l’uso delle bacchette mentre il cameriere incerto sull’acqua da servirci ci guarda con sguardo perplesso.
La signora di fianco a noi ha sventrato un maki.
I colori dei giardini Luxemburg tolgono il fiato, giochiamo un pò con le anatre cantando a squarciagola la sigla del “mio mini pony”.
Sulla via del ritorno la colonna sonora di Velvet Goldmine ci tiene compagnia. Camminiamo attente a non intrecciare i fili delle cuffie.
Abbiamo comprato “le figaro” con il programma (in)completo della “nuit blanche”. Più tardi Andrea e Bernard ci ospiteranno da loro.
Saremo in tanti sabato notte.
Parliamo di Spagna e Catalogna, di università e di canne e delle feste a cui vogliamo andare.
Ennesima presa per il culo tra Adam e Giulia, ormai è diventata un’abitudine prima di fare dodo (è la nanna!).
Sono sotto le coperte, un’altra giornata è passata troppo in fretta….