Martedì 31 Maggio 2005

Venerdì.
Organizziamo la serata parlandoci dalle finestre. Una strada a dividerci e i vicini si affacciano incuriositi.
Beviamo cocktail al bayles dentro un tendone che ricorda un enorme paio di tette. Braccialetto di plastica al polso ci permette di bere gratis.
Poi in macchina veloci verso festa della birra a PoggioPiccolo. Ragazzi ci tenete ai punti della patente?
Gruppi che suonano e il rumorista e confronti di capezzoli e la mia stanchezza che scende abbracciatemi ho bisogno di coccole.
A casa, mi sono avvicinata alla finestra e ho guardato la notte..
E quattro ore di sonno alle spalle arrivo in stazione fisso le persone in sala d’aspetto. Milano sto arrivando.
Un giorno di ritardo per tentare impossibile corsa contro il tempo.
Mi attende una scarpa col tacco a spillo e persone che mi fanno stare bene.
Il tipo davanti a me mi sfiora il piede con la sua scarpa di vernice nera e lo sguardo ammiccante. Alla mia sinistra un altro ragazzo è preso dalla lettura de “le nostre zone erogene”…
Martedì.
Tre giorni di completo relax e la paura di tornare a casa ad affrontare doveri e buche nel terreno.
Milano città grigia e fredda per tre giorni trasformata in calda amica.
Arrivo di sabato mattina, sole alto, tiramisù alle fragole, verde parco, giochiamo a pallavolo, prendiamo in giro orsetti pelosi, ci copriamo il viso con faccine sorridenti.
E già saluti nel secondo giorno. Stazione centrale. Le tele col morto. Ale è la prima a partire e già mi manchi bimba.
Il treno per Palermo che due ore di ritardo noi svaccati davanti ad un negozio di inchiostri colorati a parlare di tutto e nulla. Arashi su un treno pieni di gente assurda. Dashboard Confessional in realtà è uno solo.
E il lunedì è arrivato troppo in fretta e la tensione sale pianino, sale con la consapevolezza, sale mentre prepariamo i panini, mentre ci avviciniamo al forum. In fila gente con la faccia cattiva, fai la faccia cattiva, fai la faccia da System of a down.
Migliaia di persone in fibrillazione. Noi sedute a scattare foto. Si abbassano le luci, The Eighties Matchbox B-Line Disaster, gruppo britannico. Poi di nuovo luci alte. Un telo. Mezmerize. Debby Nene datemi la mano. E si comincia a urlare a ballare adrenalina a mille. Seguono la scaletta che avevamo visto sul sito. Ho i brividi e la pelle d’oca, urlo e la mia voce se ne va lentamente a ‘fanculo ma non passa la voglia di urlare e cantare e vi amo, anche il batterista, anche se mi fa paura.
Due ore di concerto volate via troppo in fretta e avrei voluto altre mille canzoni e nene doveva sentire la 5.
Appoggiata al muro di un bar birra in mano non voglio tornare a casa. I miei incubi e i miei sogni, in questo weekend, in testa e al telefono. Agli estremi opposti di questa penisola. Agli estremi opposti e nemmeno ricordavi dove fossi. ‘fanculo ‘fanculo.
E la mia scarpa è rimasta ostaggio a Milano…

Domenica 22 Maggio 2005

Ricevo il testimone da nightwhisper

- volume totale dei file musicali:
6,8 Giga (anche se non so se si può dire) e due bacheche piene di cd

- ultimo CD comprato:
system of a down – system of a down
jesus and mary chain – psychocandy
interpol – turn on the bright lights
(acquistati tutti e tre contemporaneamente, non so quale io abbia pagato per ultimo)

- canzone che sta suonando ora:
Isreal Kamamawiwo’ole – somewhere over the rainbow

- cinque canzoni che ascolto spesso (ultimamente):
Lost Prophets – Last train home
Rush – Summertime blues
The Get Up Kids – The Most Depressing Song
Something Corporate – Konstantine
Dashboard Confessional – Hands Down

- persone a cui passo il testimone
NeneJokerDebby

Mercoledì 18 Maggio 2005

Andiamo in spiaggia sfidando nere nuvole, quattro donne e una pizza. Compriamo olio solare abbronzatura +40% alla vaniglia, borse da mare, cruciverba in offerta di cinque anni fa.
Fa freddo e noi in costume a parlare di niente.
Prime goccie di pioggia, gelati e vestiti, centro commerciale al sabato pomeriggio ci accoglie senza vento.
Rientriamo sotto la pioggia, serate andate a vuoto, chilometri fatti per nulla, una passeggiata in via Zamboni, il Pimp ancora per noi.
Gli amici di sempre, ormai seconda famiglia, ballare abbracciati, strusciamenti voluti e cercati, noi facce stupide a far mosse provocanti.
E lui è così bello, così bello e troppo giovane, ragazze allora non dovevamo uscire una di queste sere? e la sua pelle più nera del cioccolato fondente ed è così bello.
Ci svegliamo io e Debby al suono di un messaggio sul cellulare. Colazione svogliata, controlla i treni per il ritorno, metto foto sul fotolog, che ci scriviamo sotto? ho scritto ohm anzichè pimp.
Mare sole che oggi quasi scotta io Debby e Ema e le parole crociate e l’emo. Io non sono emo. Troppo solare dicono. Lui quasi ci odia. Secondo te questo è emo?
Happy hour a bordo pista e birra e facce che non vedevo da tanto tempo e saluti in stazione e vorrei sempre giornate come questa.
Ho letto i ching in un giorno di febbraio. Aspetta la primavera dicevano. Ho aspettato.
And if I hurt you, then I’m sorry Please don’t think that this was easy
Piccoli pezzi di puzzle nella mia mente stanno trovando incastro.
Pochi giorni fa ti ho detto di stare bene. Ho tolto pesanti massi dall’animo, ho rimescolato le mie carte e tolto quelle che non mi piacevano. Sto rivoluzionando. Rivoluzione mia interna con i Something Corporate che mi rimbombano nelle orecchie ormai a ripetizione da troppi giorni e non mi lasciano più.
When the first star you see, may not be a star and I’m not your star?
Sto rivoluzionando tutto ciò che naufragava nel mio cervellino e ancora non so cosa cerco ma ora so cosa non voglio. Piccola selezione naturale e un sorriso speciale e vorrei che ci fossimo incontrati prima di tutto quando si potevano mangiare anche le fragole e le nuove persone nella mia vita mi fanno stare bene e il gelato di gianni quando sei giù e non c’è sole nel cuore.
Oggi piove e io sono felice.

Giovedì 12 Maggio 2005

Weekend speciale narrato in ritardo.
Una bimba che scapperà con me e a cui voglio tanto bene.
Eravamo così carine da piccole, stupide bambine a litigare per cavolate. Poi siam cresciute, compagnie diverse e mondi diversi.
Ci ritroviamo ora anni di distanza e i tre anni di differenza non si sentono più
Che fai stasera? studi? vieni a farti un giro con me. Marina di ravenna e birra e finalmente un volto a chi aveva solo una voce e sono troppo felice e saltello cantanto e intanto rivelazioni d’amore per lei e sorsi di long island sperando non mi fermi la polizia e un blocco di colori per una stanza dal soffitto viola.
Now what the hell are you waitin for?
E domenica di parenti scarpe dal tacco a spillo voglio scappare in spiaggia. Fuggiamo io e lei alle 18 sono venticinqueanni che mamma e papà sono sposati.
Ancora Marina di ravenna troppo vento e ritrovo gente che non vedo da tanto.
Lunedì arriva. Mi aspetta dietro la stazione. Vestiti hiphop un caffè e bivi aperti. E strade di campagna dietro una ferrovia. Da qua non saprei tornare a casa.
its raining in my cranium my head feels like a stadium
E mi chiedo di nuovo cosa la Sere stia cercando. Quando razionalmente è tutto così bello ed evidentemente non ne so approfittare. Pensavo di aver scelto e ancora non l’ho fatto. Un passo dopo il bivio e di nuovo uno indietro.
I wait I wait for the waaaaaave to break

Domenica 8 Maggio 2005

Assente solo per troppa vita.
Il primo giorno di mare nel “weekend dei pacchi” con una fragolina speciale. Gente che scompare all’ultimo momento e finisco per sfogare sulla musica che più mi piace, tra memole arrabbiato per stupide ragioni e lucy e il suo tunisino.
Il mio migliore amico gioca ad ultimate sulla spiaggia, noi camminiamo per ore disperse sul bagnasciuga di marina di ravenna e segno di canottierina sulle spalle costume nuovo a righine rosse.
Litigi pesanti e a ‘fanculo tutto, dormo a casa di matteo a causa di troppa tensione.
Ho un biglietto per NewYork in mano e me ne volerò via. Bisogno di staccare. Paranoia. Non ce la faccio più..non ce la faccio davvero più..
“è brutto che debba sempre arrivare la fine”
“la fine” dissi io “è stata la parte più bella”
Nella fioca luce dell’alba la vidi scuotere la testa. “no” disse “la parte migliore è in qualche posto tra metà e la fine, ma il punto preciso lo scopriamo solo quando è tutto finito”