Domenica 30 Gennaio 2005
Venerdì
Bicicletta fino in stazione, fa freddo, doppio paio di guanti, una bimba che sa di fragola.
Mi ha telefonato un voce che non sentivo da un anno, buffo accento mi mancava la tua voce, hai inconsciamente risposto al mio appello? Dolce viso di un’estate di follie.
Usciamo di corsa.
Un locale che mi mancava, sembra un garage, salutiamo e abbracciamo.
Giocolieri del cazzo, gli uomini.
Vuoi giocare con me? ci sto.
Ti giri. Ti guardo. Ti avvicini. Scappo. Chi sei? Che vuoi?
Più lasciva che posso mi avvinghio alla mia amica. Ho nuove unghie lunghe e nessuna schiena da graffiare.
Ti allontani ti cerco.
E’ la prima volta che vieni? Conosci lo staff? Mi lasci il tuo numero?
Gravito attorno a visi noti. Visi nuovi. Occhi azzurri.
Un angelo caduto in volo.
Musica forte, un vestitino, un paio di anfibi, tanto trucco.
Frenesia. Mi lasci il numero? Come stai? E’ tanto che non ci vediamo. Occhiate nella folla.
Talentuosi giocolieri del cazzo, gli uomini.
Amica stringimi forte. E’ tutto un gioco. Chi scappa, chi insegue.
Gioco con la bottiglia d’acqua che ho in mano. Ti giri, ti guardo.
Non hai paura? Non ho paura.
Sabato
Suonerie di canzoni troppo note treno regionale loro cantano forte vogliamo che ci senta tutto il vagone.
Li guardo e sorrido, il mio sonno accumulato in questa settimana di follie arriva come pesante macigno.
Seduto in mezzo a loro, dall’altra parte del vagone, maglia verde. Vorrei incontrarti in primavera, su una spiaggia illuminata da un timido sole. Telo sulla sabbia e calici di vino rosso.
Mi han detto che era il modo migliore per scambiarsi le proprie vite.
Vorrei incontrarti sulla spiaggia in primavera e così cosncoerti, perdermi, mi permetterai di farti innamorare di me? e allora non mi dirai “sì ma.. manca qualcosa”.
Ed era ottobre felice Parigi e mi specchiavo in occhi stranieri e Andrea piangeva in spagnolo e la consolavo goffamente on ne doit pas pleurer pour un garçon, non si piange per un ragazzo, e lo guardavo con la coda dell’occhio.
Ricorda cos’hai detto ad Andrea mi esortava mentre già pensava a lei, mentre già con lei consumava notti di passione, ricorda, mi diceva.
Ma ho rettificato ed eri presente on peut pleurer, certo che si può, mais seulement un jour, le jour après on doit tout oublier, basta un giorno per chi non merita lacrime.
Flusso di coscienza esco dalla trance e sono a casa, bimba portami fuori stasera ti prego.
Analizziamo il film, avrò incubi per mesi.
Elefanti e carbonio.
Birra e bruschetta e dolci e assenzio e ragazzi sono le 4 stiamo chiudendo.
Voglio una laurea rosa, dov’è Zanzibar?
Antigelo sul vetro, antigelo nel cuore.
Se non provi a spostare l’orizzonte un po’ più in là i sogni non coincideranno mai con la realtà…
Venerdì 28 Gennaio 2005
Mercoledì
Sembriamo quattro pazze nel nostro appartamento musica in sottofondo, Jeff voce da angelo.
Sfiliamo per noi, musica e gente, ci stanno aspettando, gonna maglietta e trucco.
Quattro pazze camminiamo per bolognesi strade nella notte ragazze se volete un passaggio vi accompagno in macchina. Sulla quarantina il signore.
Ridiamo come stupide. Come stupide via d’Azeglio, stupide canzoni e racconti di jagermeister ordinati.
Tagliamo per via Farini, giù per via Castiglione, ragazze consigliatemi un bel locale per ballare, entrerei solo per vedere cosa avete indossato sotto ai cappotti, ci vediamo dentro?
A caccia di obiettivi.
Amici e amici di amici.
Passami a trovare all’univerità tanto a lezione non ci sono mai e non ti avevo mai vista cosìe forse perchè non hai mai visto veramente me stessa.
Ora. Sono. Io.
Giovedì
Poi capitano i giorni in cui bisogna coscientemente prendere atto che.
Basta una stupida faccia d’attore alla tv che proclama nevicate al di là degli appennini.
Bastano due stupidi fiocchi di neve.
Basta prendere la spugna e il detergente alla candeggina, lentamente passare tutto sul cuore.
Capitano i giorni in cui domande idiote fanno capolino nella testa bacata. Bacata la testa e non c’è bisogno di risposte.
E le domande. Forse. Le domande non esistono nemmeno più.
Mercoledì 26 Gennaio 2005
Domenica
Seduta sul letto. Testa nel vuoto. Gonna lunga nera.
Sento una voce. Lei ripete testi sui derivati dell’atropina.
Avevo occhiali grandi e rosa e il mondo si colorava di bello.
Ho aperto la gabbia, le chimere sono volate via. Ancora una volta. Ogni tanto tornano, mi fanno compagnia per un pò. Poi decidono di abbandonarmi.
Io apro la gabbia e loro volano.
Sono triste.
Fisso il vuoto di questa stanza e la sento ripetere storie di anelli aromatici saturi.
Prendo la matita nera e comincio a disegnare ghirigori sotto agli occhi.
Ho smesso di vivere una settimana fa.
Ho ricominciato a vivere questa notte.
Ho chiuso la porta e ho pianto forte.
Urge esorcizzare un locale. Scavo nell’armadio e opto per un completo vagamente dark.
Urge esorcizzare un rapporto.
I popcorn sono troppo gialli nùnella confezione media da euro 2.50. A 5 minuti dalla proiezione li abbiamo quasi finiti.
Mi fai stare bene.
Cancelliamo con cazzate i dolori che ci hanno sconvolto le vite.
Esorcismo.
Mi sono fermata sul bordo della strada, neve annerita dallo smog. Ho preso i miei ricordi felici e li ho abbandonati lì, tra strada e osteria, congelati in un blocco di nera neve.
Lui e lei e io e te e i nostri racconti innaffiati di porto e mascarpone.
Un amico che parte, una città che mi manca.
Io. Finalmente. Viva.
Lunedì
Il miele cola dal cucchiaino in gravide gocce dense. Nel caffè si scioglie. Nal caffè nero e bollente.
La neve non vuole sciogliersi.
Ho fogli di carta bianca in mano e pennarelli e scotch.
Affitto un posto letto, vuoi vivere con me?
Raccontami la tua vita mentre mi aiuti. Stacco nastro adesivo, attaccalo più giù che le ragazze basse come me potrebbero non arrivarci.
Raccontami la tua vita, ti pago un bicchiere di vino rosso.
Perchè due amici non possono fare sesso?
Implicazioni di carattere sentimentale.
Lei distoglie gli occhi e fissa avanzi di patate al forno. Lui le sfiora il braccio e ride.
I can’t fall down on my knees and apologize to you..
Ho mesi di altre vite da ascoltare, i miei quasi meccanicamente ripetuti.
Perchè due amici non possono fare sesso?
Lui le sfiora il braccio, lei ride..
Martedì
Abbondiamo nell’etilico. Anestetizziamo paure.
Solo. Vaghi. Ricordi.
Bologna accogliente.
Bologna madre e sorella.
Bologna strade e persone speciali.
La neve si sta sciogliendo.








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