Giovedì 6 Gennaio ore:12.15 umore:molto buono
Listening to: Dream theater “hollow years”
Parto all’alba di un trentuno mattina, il sole non ha ancora voglia di sorgere, troppe ore di treno mi aspettano e nelle cuffie risuonano a tutto volume musicalità diverse, urlano gli Stratovarius, cullano i Dream Theater, Placebo, Strokes, Stone Roses, Guccini e GreenDay.
Il treno dei sogni in mezzo a monti e vallate saluto heidi con la manina guardo buffe pecore al pascolo.
Ultimogiornodell’anno.
Riassumo testi di canzoni, Vasco cantava domani sarà tardi per rimpiangere la realtà, venivo scaricata per una ex, vagavo per strade piene di gente con una bottiglia di spumante in mano.
Chiudo un anno di vittorie e sconfitte, gente perduta e gente trovata.
Mimetizzando messaggi subliminali.
Ila mia aspetta in clima da cazzeggio mistico. Ci aspetta salmone e caviale e olive ascolane e vol-au-vent e bechamel e dolcetti il tutto annaffiato da abbondate liquido alcolico mi perdo tra le vallate del Cile e Argentina. Sud America bellissimo.
Sono giorni di bimbe dal magico sorriso che fanno stare bene, giri a piedi per Roma, C. bellissima come la immaginavo e relax in casa sotto il pumone a guardare film a ripetizione.
Due occhi scuri casa piena di foto e mi batte forte il cuore e voci francesi in sottofondo arrotano la erre su note magiche mentre la macchina sfreccia nella notte romana fammi lanciare una monetina alla fontana di trevi e scopro un nuova città da un punto di vista nuovo e D. mi dice che è importante cambiare punto di vista.
Vortice di lucidità in paranoia infantile mi perdo bimba.
C’era un motivo e lo so e tornano le antiche paure emergono come fulmini feriscono la pelle in superficie voglio una colla magica che mi ripari per sempre…
“i pesci rossi sono come petali di rosa che volteggiano aprendo la bocca sfiorano il fondo e poi volano come un soffio raggiungendo le costellazioni brillanti si perdono e ricadono colorate foglie d’autunno boccheggiando.”
Lunedì 27 Dicembre ore:30.00 umore:felice
Listening to: Placebo “special k”
Gennaio ed era freddo a Parigi e si aspettava la prima metro delle cinque stesi sui pavimenti piastrellati abbracciati per scaldarci. Parigi fredda e sotto la neve, feste universitarie e crepes al cioccolato.
Febbraio ha segnato la fine di un sogno. Il ritorno definitivo e una persona a più di mille chilometri. Ore al telefono per non staccarmi da quel mondo.
A marzo a Bologna c’era la neve. Neve alta al ginocchio per raggiungere il museo, corpi nudi e sensuali. Palle di neve e mani gelate e calore umano.
Aprile mi ha riportato vecchi amici e notizie di matrimoni. Mi ha portato Nina Simone a tutto volume dallo stereo. E il primo freddo mare.
A maggio la mia Fra è partita per la Spagna, sfumano le speranze di un’estate insieme ma troppa è la gioia per lei. E inizia la consuetudine che spesso mi porterà a Modena.
Giugno e Londra e bancarelle a Camden. Gite turistiche in una città non mia. Abbracci e risate e prendo l’aereo da sola per la prima volta.
Luglio è la transizione, il sole colora la pelle, delusioni, amareggiata e triste scappo a Roma da bimbe speciali.
Ad agosto concludo la mia fuga nella capitale, a cui seguirà una fuga a Genova, una fuga a Maiorca, mese dei viaggi.
Settembre mi porta un anno in più sulle spalle, mi porta nuove persone da spiagge notturne, nuovi corsi da seguire, nuovi compagni di corso.
Ottobre consolida le mie consuetudini, Modena e Debby, l’Ohm e la parapara e Claudia e il Flamengo, Tupac e il dj sbriluccicante, il mojito e la birra.
Novrembre freddo scalda il mio cuore, anonimi maniaci e nuovi amici con cui uscire, un viaggio a Parigi e una notizia che mi fa saltellare per le sue strade. Occhi a stella e faccia da e.t. E nasce qualcosa di nuovo.
Dicembre è il mese dei bilanci, si sono aggiunte persone nella mia vita, altre ne sono uscite, ci sono stati scontri, ci sono stati sorrisi.
Un anno fa avevo una patina di plastica rosa a coprire il mio cuore.
Si è sciolta lasciando solo granelli di zucchero filato. Sono scappata e ho ritrovato me stessa. Sono a casa, e sto bene.
“Una donna è la storia delle sue azioni e dei suoi pensieri, di cellule e neuroni, di ferite e di entusiasmi,di amori e disamori. Una donna è inevitabilmente la storia del suo ventre, dei semi che vi si fecondarono, o che non furono fecondati, o che smisero di esserlo, e del momento, irripetibile, in cui si trasforma in una dea. Una donna è la storia di piccolezze, banalità, incombenze quotidiane, è la somma del non detto. Una donna è la storia di un’utopia.”
Marcela Serrano “Antigua, vita mia”
Venerdì 24 Dicembre ore23.40 umore:dolcemente natalizia
Listening to: Afterhours “non è per sempre”
Tra qualche minuto è Natale, inizio a preparare la lista dei buoni propositi per l’anno nuovo.
Tante cose sono cambiate in quest’anno che sta per concludersi, e il bilancio, nonostante le uscite, tende al positivo.
Ho un magione a collo alto con i colori più belli del mondo che mi ripara dal freddo. E persone speciali colorano le mie giornate.
Il Natale mi rende triste.
Ma inconsapevoli persone tanto hanno fatto per non far sparire il sorriso dal mio volto.
A tutti, un augurio per un magico Natale…

Mercoledì 15 Dicembre ore:15.15 umore:triste
Listening to: -niente-
Avevo scritto 20 righe di bolle colorate e stelle, di lacrime e tristezza.
Ho cancellato tutto.
Ancora una volta mi chiedo dove finisca il sito accessibile a tutti ed inizi il diario personale, quello che dovrebbe stare sul comodino e non sulla rete.
Ancora una volta so che questo non è il posto migliore per parlare, evitiamo fraintendimenti ora che si può..
Yaya dagli occhi a stella saltella felice e nasconde la testa sotto la sabbia.
Stacco la spina, medito su queste poche righe inutili.
Ogni sei mesi metto in crisi la vita di questo spazio.
Mi sono sempre vantata di scrivere solo per me, per il mio egocentrismo, per il bisogno di sfogo ma anche per esercizio di stile.
Non nascondo di aver ricevuto molte gratificazioni..
Due piatti della bilancia, paura e orgoglio, chi peserà di più?
“Words are very unnecessary they can only do harm”
Lunedì 6 dicembre ore:11.45 umore:serena
Listening to: Stone Roses “I wanna be adored”
Descrivo weekend di discoteche e tacchi alti, liquido rosso fragola e bollicine, Debby e Claudia e Lucy.
Bologna mi accoglie madre e girare in macchina per le sue strade è sempre strano.
Snoop Dog si muove a ritmo sullo schermo dietro di noi in un’infinita sequenza. Video a ripetizione.
Gente che chiacchiera e non ballo con te, non posso più. Abbraccio le mie donne, ballo lasciva con loro.
Sfrecciamo in autostrada, piove forte, odio l’asfalto che schizza.
Ho colorato anime sciolte con colori a cera.
Ho riempito il cuore di fiori secchi.
Ho ripetuto nella mia testa “ancora poche ore”.
Stanotte i miei fantasmi mi hanno fatto visita.
Ancora una volta mi ha fatto capire di essere con me.
Ho passato la fase in cui ciò mi faceva paura. Ora sono consapevole. E lei è con me..
“Perche’ a vent’anni e’ tutto ancora intero perche’ a vent’anni e’ tutto chi lo sa a vent’anni si e’ stupidi davvero quante balle si ha in testa a quell’eta’”
Guccini – Eskimo









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