You are currently browsing the monthly archive for Ottobre 2009.

Chiacchieravamo sulla panchina al parco vicino alla fermata della metropolitana, quei tardi pomeriggi autunnali in cui anche se c’è ancora luce si può già vedere la luna.
Ho fatto finta di niente ma la luna è caduta. E’ scesa veloce un po’ meno di una stella cadente. E’ scesa giù e io ho fatto finta di niente. Ma quando mi sono girata verso la mia amica, lei aveva gli occhi sbarrati dalla paura. Hai visto? cos’è stato?
Forse è il caso di andarcene e prendiamo le borse a tracolla e camminiamo verso la fermata della metro e penso che se la luna cade il sole non smette di brillare, penso che la vita può continuare lo stesso ma senza maree il mondo è meno divertente e mentre penso a tutto questo uno strano velivolo ci passa sulla testa, poco al di sotto delle nuvole.
Ed è bianco e lungo e mi ricorda vagamente il millenium falcon solo che questo è lungo, un incrocio tra un millenium falcon e un hot dog.
E a quel punto so che c’è qualcosa di strano e sulla macchina che mi porta a casa di mia madre l’autoradio annuncia l’invasione di questi esseri dal cervello piccolo. E riesco quasi a scorgerne uno tra le fronde degli alberi.
E casa di mia madre è una villetta a schiera come quelle di Brooklyn, va tutto bene, mi dice, c’è l’invasione ma sono innocui, te li ritrovi in giro per casa ma basta parlargli dolcemente e accarezzargli una guancia. Però al suono del campanello sobbalziamo. E Fabio dall’altra parte della porta ci chiede se va tutto bene, perchè lui li ha visti in strada, sembrano zombie, camminano come lobotomizzati ed è venuto a vedere se va tutto bene. E riesco solo a pensare che è strano essere a casa di mia madre, che c’è voluto un attacco alieno per farmi tornare a casa ma Fabio non dovrebbe essere qui, dovrebbe essere in giro a suonare e ho una strana sensazione di inquietudine, qualche pezzo della storia che non riesco a mettere al posto giusto. E fuori dalla finestra le strade sono ormai invase e in qualche modo so che da questo giorno la nostra vita non sarà più la stessa.

Credevamo che l’avventura ci avesse lasciato solo foto e ricordi e invece ci ha segnato di più. Segni. Simboli di un qualcosa che esce come profumato incenso da un tempio che mi fa capire che è il giorno giusto. Distruggiamo il tabu delle chiacchiere che non si possono fare. il terremoto sconvolge la terra dalle radici in un lento processo di consapevolezza. Di come cambia il modo di vedere le cose. Di come ci si ritrova dall’altro lato dello specchio. Con le compagnie telefoniche che si arricchiscono dei miei errori. Dimentico le paranoie nell’unico momento in cui avrei bisogno di paranoie.
E Parigi sorride sotto i baffi del tesoro che ho perduto.
E Parigi gioca con la pioggia e prende per il culo.
Il primo volo sulle nuvole ha il sapore di crêpes al cioccolato, ha il sapore di escargot al burro e di sushi. Lost in translation e i sexy shop di pigalle.
Le alghe disegnano un motivo, ciò che è stato nero su bianco. disillusione?

Yaya’s Chaotic Soul

Piccola fata dai capelli tinti di rosso. Yaya e Sere, due lati diversi della stessa medaglia, due bimbe dai tratti simili e diverse personalità. Vivo a Parigi, tra baguette e pains au chocolat. In perenne movimento perchè ferma non so stare.Drogata di Pucca. Occhi scuri, un piercing al labbro e un tatuaggio alla caviglia. Voglia di libertà. Candele profumate e incensi, thè e tisane, tanto trucco negli occhi e bolle di sapone.

My muzic on Last.fm

My desktop

 

Ottobre: 2009
L M M G V S D
« Set   Nov »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031