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Ieri sono scesa in strada verso mezzanotte. Il ristorante indiano sotto casa mia era chiuso. Ma c’era una luce dentro e un signore coi capelli bianchi, di schiena, in un angolo, suonava una chitarra. Solo. Sono stata cinque minuti a guardarlo attraverso il vetro del ristorante. Ipnotizzata.
Tra 48 ore sarò sul volo che mi porta a quelle terre, la valigia sul letto non è quella di un lungo viaggio dato che staremo poco e con peso limitato dai voli interni, meglio viaggiare leggere e non rischiare che ci perdano bagagli imbarcati. E allora faccio una lista, come non facevo da tanto tempo, e ci segno che magliette prendere, cosa ricordarmi, la moleskine e la colla. E penso a tutti gli avvenimenti che si sono incastrati come un puzzle e leggevo Terzani quando Vale mi ha detto voglio andare a Delhi e sento di nuovo quella sensazione alla bocca dello stomaco come anni fa prima di NewYork. Tra rupie e zanzare. Alla ricerca di un pezzo della mia anima che non riesco a ritrovare. E che, forse, non voglio ritrovare..

Due birre alla scoperta di un locale a chatelet con l’affiche degli ogres de barback e tetes raides che già da soli fan prendere mille punti. Scena cinematografica in mezzo all’incrocio di rambuteau e normalmente odio i parigini che in metro fanno così. Il velib di notte. L’ansia da chissà. Apero coi colleghi e serata a casa di Cami e la 18 fino a olympiade. La pasta coi porri perchè i porri sono la nuova droga del millennio. Le medicine per l’india e la valigia da 8 kg. Ho, stranamente, comprato una borsa. Ma è di muji ed è fatta riciclando una maglia. Battle Royale di Fukasaku con Kitano che recita. Le francia che si dimostra più avanti dell’italia nelle piccole cose. Le ragazze di couchsurfing e il mercato delle pulci. Xbox e cibo cinese. E, forse, bisogna cercare un casco.

Yaya’s Chaotic Soul

Piccola fata dai capelli tinti di rosso. Yaya e Sere, due lati diversi della stessa medaglia, due bimbe dai tratti simili e diverse personalità. Vivo a Parigi, tra baguette e pains au chocolat. In perenne movimento perchè ferma non so stare.Drogata di Pucca. Occhi scuri, un piercing al labbro e un tatuaggio alla caviglia. Voglia di libertà. Candele profumate e incensi, thè e tisane, tanto trucco negli occhi e bolle di sapone.

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