Di corsa e senza respiro. Il solidays che comincia dopo il lavoro, la navetta imbottigliata nel traffico e le ragazze a piedi che ci mettono il nostro stesso tempo. Il gay pride per le strade di parigi, di corsa per godersi al meglio ogni carro, per saltare e ballare e scattare foto sotto il sole sentendosi parte di qualcosa di grande e bellissimo e sentirsi inondare di vita. E poi di nuovo solidays fino a tardi e rientrare in velib per stare a casa giusto il tempo di dormire. Ritrovarsi in mezzo ai francesi a saltellare urlando bella ciao e bandiera rossa cercando di tradurle per dare un senso ai nostri urli. Scoprire che in francese esiste “rital”, il modo dispregiativo per chiamare gli italiani. E pensare che noi abbiamo “crucchi” ma non abbiamo dispregiativi per i francesi. Il palloncino che indica “siamo qui”, la desperados, spongebob che vola verso il cielo, la tartiflette col formaggio di capra, le coppiette che si baciano, le giornate più belle dell’ultimo mese.
E infine riscoprire ancora una volta che, a volte, basta semplicemente fare due passi indietro per vedere le cose molto più chiaramente.








3 comments
Comments feed for this article
1 Luglio 2009 a 4:40 pm
Kurtz
Ma si’ che abbiamo un dispregiativo per i francesi: mangiarane ti pare poco?
Ciao!
1 Luglio 2009 a 4:46 pm
glossyjuice
giusto :D e anche “mangiabaguette”
4 Luglio 2009 a 11:18 am
nene
Je suis rital et je le reste
Et dans le verbe et dans le geste
Vos saisons sont devenues miennes
Ma musique est Italienne
Je suis Rital dans mes colères
Dans mes douceurs et mes prières
J’ai la mémoire de mon espèce
Je suis Rital et je le reste!!!