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Ça suffit, parfois, d’un poulet vanille e riz, poivron et ananas. De retrouver des petites choses qui font bien au cœur. C’est le temps de comprendre que chaque action a une répercussion. Moi, je suis prête. J’ouvre mes ailes et je me prépare à voler.
E così dal niente. Mentre mangiamo toast con salsa al salmone e beviamo vino rosé. Mentre guardiamo una coppia di innamorati ballare un tango senza musica sul lungo senna. Mentre salutiamo con la manina la gente sui battelli che ci scorrono davanti agli occhi. Così dal niente è iniziato a piovere.
E io, spavalda, decido di scendere comunque a Denfert e farmi gli ultimi dieci minuti a piedi.
E li faccio sotto la tempesta. L’aria che sa di pioggia e di foglie bagnate, il vento e i lampi, i tuoni e l’acqua che scende a secchiate. E non ho più un centimetro di vestiti asciutto e i miei capelli sgocciolano e non riesco a smettere di ridere. E penso solo a chi mi vede, maglietta e gonnellina, ridere di gusto sotto una pioggia torrenziale pensando che sono queste piccole cose che mi fanno sentire viva. Pensando che sono le piccole cose improvvise che fanno sorridere. Pensando che bisogna gustarsele quando ci sono, le cose che ci fanno stare bene, perchè domani potremmo non goderne allo stesso modo.
Parigi è esplosa in questi giorni.
Un tripudio di colori e sole e, finalmente, caldo mentre beviamo vino stesi lungo il canal st. Martin e mangiamo pezzi di pizza incredibilmente buona anche se, inevitabilmente, troppo cara.
Fa caldo mentro corro con la musica a tutto volume lungo il lago del parco Montsuris, mentre guardiamo il tramonto sui tetti con il sacro cuore sul sfondo e cuciniamo verdure al curry e riso e zampone per una perfetta cena fusion.
Ci muoviamo in velib attraverso tutta la città per un film geniale e strano che non riesco bene a inquadrare, non riesco a dire se mi sia piaciuto, ci ripetiamo “angoscia” e finiamo a grignottare formaggi e crostini su una botte in legno.
Fa caldo mentre seduti sulla fontana del centro pompidou guardiamo il cielo tingersi di rosa e ti ricordi quella borsa che comprammo insieme a londra? Il marais è geniale anche se brindiamo con colacola e i francesi hanno tutti una copine ma bisogna distinguere tra quelli che hanno una copine e quelli che hanno una copiiine-sguardoammiccante.
Rivoluziono voli e mi preparo ad un altro mese che varrà la pena di essere vissuto.
Comunque cambieranno le nostre vite avremo sempre un filo a legarci, un filo che attraversa stati e persone.
Cerco il mio vestitino più leggero per camminare nel parco e far arrossare la pelle.
E tra poco sarà estate..
E’ bello sapere di avere degli amici che possono ripondermi al telefono alle due di notte e sentire i miei scleri. E’ bello sapere tra questi esistono amici a cui posso dire senza farmi tanti scrupoli “ho bisogno della tua carta di credito, prestamela” sapendo che non ci sono problemi. Ancora più bello è ricere una mail dal tuo migliore amico con i dati della carta criptati allegati ad una mail con scritto “la password è la nostra canzone”..
Non posso fermarmi. Ora più che mai è il momento per restare sulla giostra e vedere il mondo scorrere. Se mi fermassi ora avrei tempo per riflettere. Per prendere consapevolezza che una parte della mia vita non c’è più. Che nessuno mi ridarà attimi di infanzia. Quindi non posso fermarmi.
Conferme di promesse davanti a un mojito. Una macchina per charles de gaulle come scusa per uscire presto. Io che chiedo ma ancora non so e non capisco.
Londra mi scorre davanti agli occhi dal lato sbagliato della strada.
Non posso stare ferma e guardo le nuvole scorrere. Consapevole di non trovare nessuno al di là del vetro trattengo lo stesso il respiro per un secondo nella speranza di.
La ruota gira e il bioritmo segue andamenti precisi. Se si scende poi si deve salire. Sorrido per la gioia trasmessa dallo schermo del pc. Saranno tutte grandi avventure..
E così ci sono ricaduta. Al gioco dei segni. Al credere che le cose non accadano per caso. Al gioco del ricercare le coincidenze ad ogni costo. Al gioco del voler cercare di. Al gioco.
Anche se so che le stelle non cadono a comando. Nemmeno quelle di una sala cinematografica dipinta di blu. La tua stella è caduta a richiesta. Sarebbe bello crederci. Perchè il serpente che si morde la coda chiude il cerchio e rappresenta in sè la fine e l’inizio. Rappresenta un equilibrio e una rinascita. E’ un simbolo.
Ieri ho perso la sim italiana. Anche questo lo è. Forse il più evidente dei simboli.
Primo weekend lungo di due consecutivi [perchè qua l'8 maggio è festa]. Cazzeggio fuori dal tempo per il solito discorso del tempo a Parigi che scorre in modo differente. Soprattutto nei festivi quando l’ozio assale e in un’ora si riesce a malapena a passare l’aspirapolvere.
Ci sincronizziamo alle 17 via telefono cercando schifezze caloriche nelle poche épicerie aperte, pizzette troppo care e piene di conservanti e su fino al parc de la villette. Prato davanti alla geode e fa caldo e picnic di vino e birra e pane e salame e foto al riflesso con nuvolette. Andiamo a cercare gente che suona i bonghi, in mezzo al parco ci sono le pietre dove parli a distanza ed è come si ti parlassi all’orecchio. Ci sono anche a Bologna. Prendiamo una velib per un euro e pedaliamo lungo il canal st. Martin e in india ad agosto ci sono i monsoni, bisogna andare verso ovest. Falafel e locale con musica truzza troppo alta.
E dormo sapendo che è solo sabato ed esco per fare la spesa e dovrei riordinare.
Attendo gli altri davanti a un locale in centro, mi fermano due ragazzi per dirmi che loro sono sessualmente aperti, rido e mi segno la loro mail. Rientro in velib di nuovo scoprendo di sapere la strada senza bisogno di guardare il plan, basta costeggiare il parc de luxemburg e poi continuare dritto fino a sbattere contro la stazione di denfer-rocherau, prendere la stradina che costeggia i binari e sono a casa..








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