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..porta con te la voglia di non tornare più.
Ce l’ho già in valigia da anni, quella voglia.
Rientro di martedì dopo notte faentina di kebab di carne bianca e birra, bruschetta con la nutella e zibibbo, tavolini sulla strada, gente che passa, spettacolo comico che non riusciamo a capire e la cartomante ci dice cose che non vogliamo sentire.
Alza con la sinistra, è periodo di cambiamenti. Hai viaggi in previsione, parti, ti farà bene.
Maddai.
Per le cose negative si sarà sicuramente sbagliata, sai quella data, magari vuol dire altro, sicuramente s’è sbagliata e tu pensavi di aver chiuso senza spiegazioni e ti viene proposto un quadretto sconfortante. Lo fa per il tuo bene. E sì, ci guardiamo in faccia e pensiamo che ha detto parole che abbiamo già sentito.
Il distributore di benzina ci frega due centesimi e ci rilascia uno scontrino per il rimborso. Meditiamo chiamata a stricialanotizia.
Dal nulla gocce di pioggia si trasformano in una tempesta tropicale, alberi piegati a metà dal vento e chicchi di grandine grossi come noci. Ferme sotto un ponte dieci minuti. La cartomante ci ha detto che a settembre ci saranno cambiamenti. Quindi saremo vive a settembre. Ripartiamo.
Leggo parole di una fatina a mille chilometri a nord e sorrido. Ricordo la mia vita là, quello che era, e la rivedo nelle sue parole. Tra meno di 48 ore sarò lì con lei e mai partenza sarà più terapeutica. Ho messo in discussione me stessa in questi giorni. Reazioni (mie) inaspettate. Reazioni (altrui) riprovevoli. Mi sento esclusa e non mi piace. Il bacio dell’assassino era un pò un simbolo. E abbiamo perso la strada…
Non riesco a levarmi di mente lo scarto che c’è fra idee e vita. Uno scarto permanente, per quanto noi cerchiamo di celarlo con una tenda colorata. E non va. Le idee debbono sposarsi all’azione; se in loro non vi è sesso, non vita, non c’è azione. Le idee non possono esistere da sole nel vuoto del pensiero. Miller – tropico del cancro
Il Bartezzaghi mi ha fatto realizzare che solitudine e malinconia hanno lo stesso numero di lettere. E la seconda sillaba è li in entrambe. Lo compilo col pennarello rosso. Ho sparso i vestiti sul letto, devo fare un pò d’ordine. E non solo nella mia camera.
Perchè per quanti sforzi faccia mi manca sempre un pezzo per essere felice.
Catalogavo la gente, chi ci teneva e chi mi frequentava solo in quanto ragazza di. Ora ho tirato le somme. E non sono soddisfatta del risultato.
Tristezza malinconica di cui sono l’unica artefice.
Oggi ho fatto un passo indietro nel labirinto nella mia mente. E un passo in più verso Parigi..
Ci siamo. Il responso è previsto per sabato mattina ore 8 a Loiano. Loiano. Tipo un’ora di macchina da casa mia. Ribadisco, di sabato mattina.
Parto con l’idea del “tanto all’ospedale mi han detto che quasi sicuramente questo cardiologo mi manderà da un altro a Bologna per un secondo parere”.
Ah sì, ho un problema cardiologico, un buco nel cuore, tra i due ventricoli. E il responso è per sapere se mi devono infilare una sonda per metterci un tappo. Tutti i miei ultimi bollettini medici si riferivano a questo, causa delle mie emicranie. Anni di esami alla testa per capire che il problema stava un pò più giù.
Il cardiologo guarda il referto. E’ stato fastidioso l’esame? non so, dico, mi han drogato, non ricordo quasi nulla. Ricordo solo qualche minuto con la sensazione di soffocare e di aver vaneggiato euforica per tutto il pomeriggio. Deve essere stata roba davvero buona.
Il buco è piccolo. Ok, dico, quindi? Quindi niente, non ti darà problemi, sei a posto così, niente medicine, niente anticoagulanti, avventura finita.
Non riesco quasi a crederci. In macchina partono le lacrime di gioia mentre urlo canzoni dal lettore mp3 con la voglia di telefonare al mondo. Ma sono pur sempre le 8.20 di sabato mattina, la gente normale dorme.
Corro in stazione e il biglietto per Parigi è tra le mie mani. Insieme ad un vestitino a fiori.
Poi sotto le due torri con Mauro e Laura, il gay pride parte dalle torri ma noi andiamo ai giardini a guardare i carri. E’ una festa di giovani, di bambini, di anziani, quasi mi commuovo alla varietà di gente che c’è. Facciamo mille foto, ridiamo, scherziamo, compriamo liquori alla frutta fatti in casa e brindiamo alla bella notizia della mattina. Seguiamo il corteo fino a piazza 8 agosto, felici, soddisfatti e con centinaia di foto in macchina. L’auto mi porta a Ravenna tardi, guida quasi da sola sulla a14.
Lunedì esco tardi dal lavoro, abbiamo un’attività in partenza e formazione fino alle 21. Sarei dovuta rientrare a Bologna ma ho preferito passare da casa dei miei a mangiare qualcosa. Poi la pigrizia, il divano, sono rimasta a dormire da loro nonostante significasse svegliarsi all’alba la mattina dopo.
Durante la notte, non so ancora l’ora, esattamente sul pezzo di strada che avrei percorso, un gruppo di persone ha assaltato un camion portavalori minacciando gli automobilisti che passavano da lì con mitra e kalashnikov.
E come dice l’autore del libro che sto leggendo, la vita di ciascuno è in totale balia del caso..
E ora se siete riusciti ad arrivare fino a qui, un piccolo gioco preso in prestito dai blog di due anime speciali. Perchè fare i regali a volte è molto più divertente che riceverli.
Regolamento:
1)le prime 3 persone che lasceranno un commento su questo post riceveranno un regalo da me, entro i prossimi 365 giorni
2)in cambio dovranno a loro volta “pagare” assumendosi lo stesso impegno sul loro blog
3)spedirò (o consegnerò/canterò/disegnerò/ricamerò..) il regalo solo a coloro che avranno pubblicato un messaggio analogo








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