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Quasi scordavo il cambio dell’ora.
Mi vesto assonnata per raggiungere un treno, due ore ad andare e due ore a tornare solo per poter pranzare con qualche testolina speciale.
Mi faccio cullare dal dondolio del treno e dalle parole di Amelie Nothomb, leggiamo cronaca vera e notizie surreali, annunci matrimoniali che ricoprono il globo terracqueo, ma non le animaliste.
Ci perdiamo per Milano con navigatore del cellulare, la donnina del navigatore ci fa fare per tre volte lo stesso giro attorno ai palazzi.
Sabato ho comprato l’album di figurine di Pucca. Il mio primo album di figurine dopo mille anni e l’odore della colla e della carta patinata mi fa tornare indietro nel tempo. Ho comprato l’album di figurine e mando il mio amico alto, metal e vestito di nero a fare la faccina dolce all’edicolante per chiedergli se le ha.
A Bologna in via indipendenza c’è ancora gente che passeggia, nonostante siano ormai le 9. Mi ferma Pablo, ha una bancarelladi gioielli. Mi ferma Pablo e mi chiede perchè corro, mi chiede perchè la gente ha fretta e non rallenta davanti al mondo. Mi dice che lui osserva le persone da dietro la bancarella, ormai da piccoli segnali capisce le persone, se sono tristi, se sono felici.
Pablo mi dice che viene dalla terra del mistero. Dal Perù. Dove le Ande e il deserto e la foresta tolgono il fiato. Pablo i gioielli li fa a mano, si diverte e quando ci si diverte il lavoro è più divertente, anche se devi stare in piedi tutto il giorno, anche se fa freddo.
Torno a casa, gli dico, faccio due passi a piedi. Lui mi accompagna per un pò sotto i portici mentre parliamo di esoterismo, di spiriti e di pensieri felici che farebbero tanto bene al mondo. Poi ad un certo punto, come il migliore dei gentiluomini, mi dice torno indietro, senza chiedere numero o altro. Mi dice torno indietro, vieni a trovarmi alla bancarella, ti faccio stare lì dietro e ti insegno a guardare l’anima delle persone.
Ho mal di testa da ventiquattro ore e ora che conosco la causa basta poco per mettermi ansia. Imbottita di oki mi metto sotto il piumone caldo godendomi la fine di un altro weekend che ha meritato di essere vissuto.

K scrive: parliamo un po’ del clima?
y scrive: eh non ci sono più le mezze stagioni
K scrive: già, prima freddo, poi caldo, poi ancora freddo
y scrive: e dell’erba del vicino, ne vogliamo parlare?
K scrive: sempre terribilmente verde guarda
K scrive: un fastidio

Sì, come lo yogurt.
Mi sono prefissata una data in testa e ho deciso di non voler pianificare nulla fino a quella data. Per ora mi lascio scivolare la vita lungo i palmi delle mani e mi prendo il mio tempo per godermela.
Lo racconto brilla sui divanetti rossi, rossi non arancioni, di un finto privé dell’associazione culturale valtorto a fornace zarattini, un nuovo buco nero dove incontrare persone dimenticate da anni.
Un buco nero che ha deformato il tempo e lo spazio e quando ci siamo alzati dai divanetti il locale era vuoto, in macchina mettiamo la sigla di bia e la sfida della magia a tutto volume.
Arrivo a casa che il sole sta sorgendo piano.
E segno su una nuova pagina la canzone del momento, canzone di aprile o bonus come canzone di pasqua se dovessi trovare una migliore alternativa per aprile.
Domani è pasqua e non è mai arrivata così presto. “questa è la mia novità” ho detto via sms a Maya. Incrociamo le dita e speriamo che il parentame non sia troppo indiscreto.

Tanti auguri alla mia bimba blu che è entrata nel mondo degli adulti:

And Chelsea said she’s got nowhere to go
And if she does she’s getting there slow

Ho comprato una nuova Moleskine.

E già questo dice tante cose. Soprattutto quando la vecchia non era affatto finita.
Nella prima pagina ho scritto bello in grande, con la penna gel rosa che ho comprato apposta per il corso di fotografia, “ho una paura fottuta”.
Poco sotto Valentina mi ha fatto lo schemino con gli omini sul divano della posizione del drago.
Abbiamo rimangiato indiano. Una volta all’anno. Torna prima la prossima volta così mangio indiano ancora.
Ho comprato gli stikers con le fragole e le carte con “52 cose stupide da fare quando siete tristi”.

Non dormo da un sacco di tempo.
Non che non ci riesca, anzi. Ma mi manca il tempo materiale. Non ho tempo, datemi più tempo.
Da un mese saluto l’inizio settimana con “thank god it’s monday”, riesco quasi più a riposarmi durante la settimana lavorativa che nel fine settimana, il che è tutto dire.
E’ bello. Mi sento stanca ma tanto viva.

Sto imparando cos’è il diaframma e il suo rapporto col tempo di esposizione.
In California, verso le 10 di mattina di una giornata soleggiata col cielo sereno ma con qualche nuvoletta bianca, in una giornata di mezza estate, il valore luce EV=15

Dopo i Babyshambles e gli Smashing Pumpking in circa 24 ore, i To Rococo Rot al covo, dopo i Toys Orchestra a Firenze, dopo la scoperta dei Perturbazione e dei Virginiana Miller a Mirandola, i Caminada e gli Electric Six, ieri sera i Baustelle all’estragon.
Scopro che la ragazza del mio collega conosce quel cantante che doveva entrare nella creperia a Parigi. Aspetto Ferrara con trepidazione.
Il 2008 si sta rivelando l’anno dei concerti.

Yaya’s Chaotic Soul

Piccola fata dai capelli tinti di rosso. Yaya e Sere, due lati diversi della stessa medaglia, due bimbe dai tratti simili e diverse personalità. Vivo a Parigi, tra baguette e pains au chocolat. In perenne movimento perchè ferma non so stare.Drogata di Pucca. Occhi scuri, un piercing al labbro e un tatuaggio alla caviglia. Voglia di libertà. Candele profumate e incensi, thè e tisane, tanto trucco negli occhi e bolle di sapone.

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