Quello di sabato. O almeno credo, dato che adoro organizzare fughe all’ultimo minuto.
Questo weekend non è stata proprio una fuga disorganizzata dato che dovevamo farla la scorsa settimana. Ma febbre alta e placche in gola mi hanno costretto a casa.
A fare da infermierina.
Al lavoro è più semplice quando sai che alle 18.00 stacchi, corri in macchina dove c’è una valigia e un omino che aspettano e guidi su per i monti fino ad arrivare al mare. In due e mezza, dopo curve e tornanti, siamo in versilia.
Svegliarsi tardi il sabato mattina, infilarsi il costume, preparare il pranzo, uscire da casa ed essere subito in spiaggia, unta di olio al cocco con settimanaenigmistica e donnamoderna, senza pensare a nulla fino a sera.
Mi mancherà tutto questo.
Ho visto il “september fest”, festa della birra a Marina di Carrara (sorvoliamo sul fatto che io abbia scoperto che Massa e Carrara sono due città diverse solo da poco vero?) con tanto di band monachese che ogni tre canzoni incitava ad alzare i calici e a cantare “ein prosit”.
Ho dimenticato di prendere i crauti.
Vittime dell’alcol, bancarelle, arancini, guida la bicicletta col volante al contrario per più di sette metri, zucchero filato e montagne russe.
Ci raggiungono Mali e Massi e vaghiamo alla ricerca di un pub. Il merida è pieno e il barista adora Hello Kitty e quando vede il mio portafoglio impazzisce. La mia fissa è Pucca, gli dico. Mi racconta che la moglie lo guarda storto ogni volta che tira fuori il suo portafoglio di Pucca. Brindiamo con birra e balliamo fino alla chiusura.
Domenica di sonno, domenica dovevo andare a Forte dei Marmi col cugino di Gabri a comprare le scarpe da abbinare al vestitino nero ma ce ne siamo scordati. Raccogliamo i vestiti, chiudiamo la borsa, carichiamo tutto in macchina. E la sera di nuovo Bologna, di nuovo casa, e un pò di nostalgia per queste vacanze che si allontanano.
Ogni anno quando vedo la pubblicità della finale del festivalbar capisco che l’estate è finita..